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Mosè Franchi

Mosè Franchi

Mi piace ricordare una bella definizione di Ferdinando Scianna: il digitale è come l'ascensore, le scale fanno bene alle vene varicose ma tutti usiamo l'ascensore per andare al quinto piano. L'importante comunque è arrivare al quinto piano, come ci vai sono fatti tuoi.

4/12/1943, negli Stati uniti d’America calano le cifre della disoccupazione. Le molte assunzioni di operai, necessarie per l’economia di guerra, spingono il presidente, Franklin Delano Roosevelt, ad abrogare la Works Progress Administration. Termina, così, una delle procedure adottate per arginare la Grande Depressione.

La ricorrenza, ci permette di ricordare la Farm Security Administration.
Con questo nome si ricorda una delle più importanti esperienze di Reportage Fotografico della prima metà del novecento. Da questa Istituzione alcuni tra i Fotografi più importanti del XX secolo documentarono la crisi del 1929 negli Stati Uniti.
La Farm Security Administration nacque nel 1935 come Agenzia per il riassetto agricolo allo scopo di documentare la situazione del settore agricolo nel periodo della grande riforma del New Deal promossa dal presidente Franklin D. Roosevelt per dare una risposta a quella parte del Paese, gli stati agricoli del centro e del centro sud, colpita dalla siccità e dalla recessione (calo della produzione) economica.
Nel 1937 l'agenzia prese il nome di Farm Security Administration. Questa fu attiva fino al 1943, si avvalse, nel corso degli anni, dell'opera di circa 30 fotografi che realizzarono più di 270.000 negativi. Il primo fotografo a essere assunto, per occuparsi probabilmente dell'organizzazione del laboratorio, fu Arthur Rothstein, seguito poi, sempre nel 1935, da Dorothea Lange, Walker Evans e Paul Carter. “Migrant Mother” di Dorothea Lange rappresenta l’immagine simbolo della Farm Security Administration.

30/11/1874. Nasce sir Winston Churchill, uomo politico, scrittore e giornalista inglese. Leader del partito liberale e poi di quello conservatore, ricopre più volte cariche ministeriali durante il ventennio tra le due guerre. Il 10 maggio 1940 diventa Primo Ministro. Chiamato a dirigere il suo paese in un momento drammatico, Churchill dimostrò grandi doti di coraggio e di fermezza nell’affrontare e sconfiggere le potenze dell’Asse. A dispetto dei suoi indiscussi meriti, nel 1945, nelle prime elezioni politiche del dopoguerra, viene inaspettatamente sconfitto dal laburista Attlee. Nel 1953, riceve dall’Accademia svedese il Premio Nobel per la Letteratura. Muore a Londra il 24 gennaio 1965.

Il ritratto più famoso dello statista

Il viso umano è come la facciata di un palazzo: bisogna entrare, scavare, scoprire cosa c'è dietro”. Così diceva Irving Penn riferendosi al suo modo di concepire il ritratto. Tanta intrusività restituisce imbarazzo al soggetto, se non addirittura paura; ma anche “ansia da responsabilità” in chi deve interpretare. Ritraendo una persona si scopre una realtà fino al momento sconosciuta, anche da parte del soggetto. Questa è la ragione per la quale il ritratto rimane uno degli ambiti maggiormente complessi della disciplina fotografica, carico di ambiguità. Un esempio? La fotografia in bianco e nero di Winston Churchill, scattata il 30 dicembre 1941 da Yousef Karsh, ci mostra uno statista cupo, accigliato, belligerante (visto il periodo). In realtà l’autore gli aveva solo proibito il sigaro, ma l’immagine è passata alla storia.

Il 20 luglio 1969 per la prima volta un uomo mise i piedi sulla luna. Il modulo lunare chiamato "Eagle", venne separato dal "Columbia" (la navicella spaziale). Collins rimase a bordo del Columbia, mentre l'Eagle con Armstrong e Aldrin, scendeva sulla superficie. Armstrong prese il controllo manuale del modulo lunare, che fece allunare alle 20:17:40 UTC.

Il 4 Luglio 1943 nasce Ferdinando Scianna.
Parlare di lui significa esplorare uno dei fotografi italiani più significativi, ma anche un’esistenza stupenda: per divenire ed incontri. Colto, profondo, attento, Scianna debutta giovane nella fotografia che conta: complice una mostra a Bagheria dove capita, per caso, Leonardo Sciascia.

Il primo debutto avvenne il 2 Luglio 1957, in pieno miracolo economico. La Fiat 500 rimase in produzione fino al 1975 (uscì in 3.893.294 unità), testimone di eventi storici.
Il 1957 è l'anno in cui l'Urss lancia nello spazio la navicella Sputnik con a bordo la cagnetta Laika, primo essere vivente a orbitare attorno alla Terra. È l'epoca della conquista dello spazio, come del resto, con la 500, si assiste alla conquista della mobilità in Italia.

Il 27 giugno del 1969 (46 anni addietro), la rivista LIFE pubblicava un servizio particolare.
In copertina, è stato collocato il volto di un giovane americano della porta accanto, accompagnato da un titolo dalle parole forti: "I volti dei morti americani in Vietnam in una settimana".

Lo scatto di Annie Leibovitz ci ricorda che il 25 Giugno del 2009, sei anni come oggi, moriva improvvisamente nella sua casa sulle colline di Los Angeles Michael Jackson, l’icona della musica pop, uno dei personaggi più discussi della musica contemporanea. Ha 50 anni. A causare la sua morte pare essere stato un abuso di farmaci.

Torna in libreria, questa volta per Electa (e con la prefazione di Biba Giacchetti), Scatti personali, il libro più intimo e personale di Elliott Erwitt, stampato nell’edizione americana per la prima volta nel 1988.
Vedere quello che pochi vedono e catturarlo per mostrarlo a tutti noi è l’essenza del libro: che sia la comica solennità dei nudisti o l’incontenibile giocosità dei bambini, l’arroganza innata di de Gaulle durante una serata al Cremlino o la spiritualità tangibile di papa Giovanni Paolo II, queste foto coinvolgono l’osservatore facendo leva sul divertimento e, insieme, sulla meraviglia, suscitando talvolta un’inaspettata malinconia.

Maggio è un mese pieno di ricorrenze, lo abbiamo già verificato gli anni scorsi. Questo 2015, però, propone ai nostri occhi un evento internazionale, proprio qui: a casa nostra. Si tratta di EXPO, una manifestazione agognata da anni (ne abbiamo sentite di tutte i colori) e finalmente in onda. Il mondo non solo ci guarda (quanta retorica!), ma viene qui da noi a mostrarsi.
Il tema della manifestazione è di un’importanza vitale: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”; e di per se stesso è già un’immagine, forse un selfie globale, dove a ritrarsi sono il cibo, la sostenibilità, la disponibilità per tutti gli abitanti del pianeta. La fotografia di conseguenza è il media che meglio interpreta la visione e la finalità dell’Esposizione Universale evidenziando e narrando gli aspetti più diversi dal reportage all’antropologia, dalla visione della natura a quella dell’arte.
A Expo 2015 le mostre fotografiche saranno ben nove: ognuna abbinata a un cluster, cioè a uno dei padiglioni collettivi del grande evento. Ecco le mostre:
CLUSTER RISO Terre di Riso - La Pianura Padana e altre piantagioni di riso immortalate dagli scatti dell’italiano Gianni Berengo Gardin, maestro della fotografia internazionale, che ha indagato per anni la coltura e la raccolta del riso, dalle valli del Piemonte e della Lombardia alla Cina e alla Francia.
CLUSTER FRUTTA E LEGUMI Il giardino delle meraviglie - La svizzera Irene Kung attraverso le sue fotografie artistiche mostrerà la straordinaria bellezza degli alberi da frutta e dei legumi.
CLUSTER CEREALI E TUBERI La varietà delle diverse specie di pane del mondo immortalate dall’americano Joel Meyerowitz con delle installazioni prodotte appositamente.
CLUSTER CACAO Il cioccolato – Il cioccolato prodotto, consumato e venduto in tutto il mondo grazie allo sguardo dell’inglese Martin Parr, che nel corso dei suoi viaggi è stato testimone del consumo e della varietà con cui il cacao attraversa la vita di tutti gli abitanti del pianeta.
CLUSTER CAFFÈ Il fotografo brasiliano Sebastião Salgado ha lavorato negli ultimi dieci anni fotografando la coltivazione, la raccolta, l’essiccamento, la selezione e il trasporto del caffè, in vari paesi del mondo, con un racconto lirico ed epico degli uomini e delle donne che lo producono.
CLUSTER ISOLE MARE E CIBO La carnalità della natura vista dall’americana Alessandra Sanguinetti, che mostrerà la vita delle famiglie nelle isole, con tre storie diverse realizzate negli Oceani Atlantico, Pacifico e Indiano.
CLUSTER BIO-MEDITERRANEO La cultura, la storia e il paesaggio illustrati attraverso le fotografie di Ferdinando Scianna, che del racconto del Mediterraneo ha fatto oggetto della ricerca artistica di tutta la sua vita, a partire dalle sue origini siciliane ed esplorando altri paesi per documentare la cultura, la vita e i riti che la accompagnano.
CLUSTER ZONE ARIDE In volo sui deserti - L’americano George Steinmetz mostrerà le zone aride del mondo dall’alto, attraverso un suo speciale deltaplano costruito appositamente, con delle magnifiche visioni di queste zone in molti casi riadattate alla fertilità e alla coltivazione di prodotti agricoli.
CLUSTER SPEZIE La via delle spezie - L’americano Alex Webb, membro di Magnum e sognante interprete della fotografia di viaggio e uno degli autori più in vista del National Geographic, racconterà la grande varietà delle spezie attraverso un itinerario che lo porterà a ripercorrere l’antica via delle spezie attraverso i mercati dell’Asia.
Per una volta la storia siamo noi. Godiamocela. L’EXPO? Una visita è d’obbligo, con la fotocamera però: le occasioni per uno scatto saranno tante e irripetibili.

E’ Google a ricordarcelo, celebrando i 126 anni dall'inaugurazione della Torre Eiffel a Parigi, avvenuta il 31 marzo 1889, per l’Esposizione Universale che avrebbe aperto nel Maggio dello stesso anno. Alta 324 metri, rimase l'edificio più alto al mondo fino al 1930, quando fu superata dal Chrysler Building di New York. Nel progetto iniziale, la Torre Eiffel doveva essere una struttura senza un utilizzo preciso, come molte altre realizzate per le Esposizioni: il contratto prevedeva che fosse demolita al massimo 20 anni dopo la sua realizzazione. La struttura era però diventata molto conosciuta, i parigini si erano abituati alla sua presenza e grazie alla sua altezza dava un ottimo servizio come ripetitore per le comunicazioni radio. Sulla base di queste considerazioni, le autorità parigine decisero di mantenere in piedi la Torre Eiffel. Da una struttura effimera, ecco nascere un simbolo: naturale quindi che la bandiera francese fosse issata alla sommità della torre subito dopo la liberazione, durante la seconda guerra mondiale. Insomma la Torre vuol dire Parigi, e molti film se ne sono ispirati. Noi, da appassionati di fotografia, abbiamo deciso di proporre una carrellata di fotografi con le immagini riguardanti il simbolo parigino. Molti autori sono noti, altri meno. Resta l’importanza dell’opera monumentale, che in tutte le fotografie conserva il suo impatto. Certo Doisneau ha continuato a raccontare, come anche Ronis; mala torre rimane lì: come opportunità e non solo alla stregua di un elemento connotante.

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