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[I SIMBOLI DELLA BELLA ÉPOQUE]

Il 20 giugno 1946 a Parigi, sugli Champs-Élysées, riapre il Lido, un cabaret il cui arredamento era ispirato a quello dei locali della spiaggia del Lido di Venezia, un simbolo della bella époque: quel periodo che dalla metà dell’800 porterà sino allo scoppio della prima guerra mondiale. I nomi che vengono in mente sono tanti: Toulouse-Lautrec, Claude Monet, Donna Franca Florio (per quel che concerne l’Italia). Anche il Titanic simboleggia quell’epoca, che affondò mentre in Francia nasceva Robert Doisneau.

Esponente italiano (e fotografico) della bella époque è stato Francesco Carbonieri. Nel gennaio 2012 a lui è stata dedicata una mostra dal titolo: “Francesco Carbonieri, la belle époque nell'obiettivo di un amatore”. Nelle immagini del fotografo si coglie l’atmosfera lussuosa e spensierata che si respirava nell’alta borghesia durante la belle époque: scorci di vita familiare, così come i lunghi viaggi in automobile verso le località turistiche più famose degli anni Dieci del Novecento (Biarritz, Parigi, la Costa Azzurra).

Francesco Carbonieri nasce a Campagnola Emilia (Reggio Emilia) l’11 giugno 1886. Si laurea in agraria, è un appassionato cultore di piante e si diletta in fotografia. Non sappiamo dove abbia appreso l’arte dello scatto, né chi gli abbia trasmesso la passione, ma sicuramente a partire dal 1908 possiede una macchina fotografica a lastre formato 13x18, con la quale fotografa la donna che diventerà sua moglie due anni dopo, Clementina Cionini insieme ad alcune amiche nel giardino della villa di famiglia a Magreta.

Al di là del lusso e all’eleganza, quel periodo storico ci ha consegnato molto anche da un punto di vista scientifico e tecnologico. Nel 1895 Guglielmo Marconi regalerà la radio al mondo intero.

La fotografia. Clementina seduta in giardino a Magreta, 1910, Autochrome. Francesco Carbonieri.

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