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[SEAN CONNERY, 007 CON ELEGANZA]

Il 5 Ottobre 1962 esce il film “Agente 007, Licenza di uccidere”, con Sean Connery. Diciamo che nacque un genere, dove il “duro” è anche elegante, bello e affascinante. La trama della pellicola racconta il salvataggio del mondo contro un potere occulto, ma sarà così anche nelle edizioni successive. Il tutto viene però affrontato con una calma “all’inglese”. “Mi chiamo Bond, James Bond”, e la frase diventerà un timbro con il quale riconoscere tutti i film ispirati ai libri di Ian Fleming. Sean Connery è stato il capostipite degli 007 e per molte ammiratrici (anche di diverse generazioni) il più affascinante. Il suo James bond è entrato nella leggenda, per eleganza, classe, charme.

Sean Connery, 5 Ottobre 1962, Agente 007

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[SUSAN, LA BELLA ANTI-DIVA]

E’ bella, Susan Sarandon, ma non sai perché. Lineamenti e forme non bastano a giustificare un’attrattiva che invece nasce dal fascino innato, con un modo di porsi che invita lo sguardo a osservare e percepire. Per questo la chiamiamo anti-diva, ma anche per il fatto di aver costruito una carriera sulle difficoltà: lei sceglie ruoli complicati, in film difficili. La sua recitazione è istintiva, all’impronta; ma mostra sempre una sensualità forte. E’ donna, Susan; impetuosa e indipendente.

Susan Sarandon, 4 ottobre 1946

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[ELEONORA DUSE, LA PIU’ GRANDE]

Eleonora Duse è stata un "mito" del teatro italiano, ma anche la più grande di tutti i tempi. A distinguerla è stata la sua sensibilità, quella con la quale ha portato in scena opere di grandi autori come D'Annunzio, Verga, Ibsen e Dumas. Nata il 3 ottobre 1858 in una stanza d'albergo di Vigevano (Pavia), perché la madre, attrice e giramondo, si fermò lì per partorire, non frequenta una scuola, ma a quattro anni è già sul palcoscenico. Pare che, per farla piangere, come richiedeva la parte, qualcuno dietro le quinte l’abbia picchiata. Sarà la sua personalità a renderla famosa. Dicono recitasse spesso in piedi, con le mani poggiate sui fianchi o anche seduta con i gomiti sulle ginocchia: atteggiamenti innovativi per i tempi.

Eleonora Duse, Aimé Dupont, 3 ottobre 1858

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[STING, MUSICA CON CLASSE]

Sting ha occupato la gioventù di molti, sin dai tempi dei Police. Siamo nell’era delle autoradio estraibili a suonare le rinomate stereo4. Si ascoltavano: “Don't Stand So Close to Me”, “Roxanne”, “Message in a Bottle”, brani che spalancavano le porte della new wave, un’onda musicale influenzata da punk rock, reggae e jazz. Sting, da lì in poi, avrà modo si esprimere la sua genialità, accompagnando il suo ascoltatore in ambiti complessi e contaminati. Oggi, chi scrive, in auto si lascia accompagnare da: “If You Love Somebody Set Them Free”, “Fields of Gold”, “If I Ever Lose May Faith in You”, It’s Probably Me” (Con Eric Clapton). Il pezzo forte del nostro ascolto rimane comunque “Every Breath You Take”, il brano che avremmo voluto cantare e suonare, dedicandolo all’amata del momento, rischiando però di diventare ossessivi a maniacali: Per "ogni respiro che fai, ogni mossa che fai” io sarò lì a guardarti.

Terry O'Neill, Sting, Police, 2 ottobre 1951, Fabrizio Ferri

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