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[LUGLIO, MESE OLIMPICO]

Le Olimpiadi estive spesso debuttano nel mese di luglio. Così è stato per Mosca ’80, Los Angeles ’84, Barcellona ’92, Atlanta ’96 e Londra 2012. Per attenerci alla data di oggi, ricordiamo i Giochi di Montreal 1976. Le competizioni iniziarono proprio il 18 del mese, precedute dall’inaugurazione che si era tenuta il giorno prima. Furono delle Olimpiadi serene, quelle canadesi, dopo quelle insanguinate di Monaco e prima delle successive due, boicottate da USA e Russia.

18 luglio 1976, Mosca ’80, Los Angeles ’84, Barcellona ’92, Montreal 1976, Atlanta ’96, Londra 2012, Olimpiadi, PAL, SECAM, Klaus Dibiasi, Fabio Dal Zotto, Sara Simeoni, Nadia Comaneci, Edwin Moses, Giancarlo Colombo, Rio 2016

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[LA MUSICA RIBELLE]

Correva l’anno 1976, le radio private avevano preso piede e la musica (ancora non liquida) passava tra le fessure, attraverso le finestre aperte. L’ascolto, ai tempi, non era ancora completamente soggettivo, come oggi è: dentro le cuffie. “E ascolta la sua cara radio per sentire un po' di buon senso da voci piene di calore” Queste parole animavano “Musica Ribelle”, una canzone “a battere”, dove la batteria (stupenda) ne era quasi la voce più importante, soprattutto prima della ripresa dei ritornelli. Quel brano fu una sorpresa per molti, anche per via dell’autore, Eugenio Finardi, musicista dalla storia già lunga, ma che ancora non conosceva il clamore delle folle; e nemmeno il passaggio di continuo nelle emittenti private.

16 luglio 1952, Musica Ribelle, Eugenio Finardi , Alberto Camerini, Ares Tavolazzi , Giovanni Gastel, The People I Like

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[UN FIGLIO D’ARTE]

Il 15 luglio 1930 nasce, a Luzzara, Arturo Zavattini, figlio del più celebre Cesare, che più volte abbiamo celebrato in questa rubrica. La nostra è stata una scoperta quasi casuale e un po’ ce ne rammarichiamo. Un libro ci ha aperto gli occhi, “AZ - Arturo Zavattini fotografo; viaggi e cinema, 1950-1960”. Alla pubblicazione conferiamo il merito di aver tolto dalla nostra immaginazione un legame stretto padre – figlio, nel senso della dipendenza o anche del favoritismo. L’Arturo fotografo, perché tale era (anche), ha brillato di una propria soggettività, dove semmai la figura paterna ha costituito semplicemente una fonte d’ispirazione o d’atteggiamento.

15 luglio 1930, Arturo Zavattini, Cesare Zavattini

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