LA REGINA DELLA DISCO MUSIC
L’autoradio era estraibile e la portavamo con noi ovunque: al cinema, in pizzeria, a casa di amici. Alle volte la nascondevamo sotto il sedile del passeggero, correndo il rischio di non trovarla. Siamo negli anni ’80 e ascoltavamo spesso la cassetta di Diana Ross che riproduceva i brani della cantante americana, quelli già ascoltati in discoteca. Già, il ballo era un’abitudine del tempo e anche un appuntamento notturno consueto, mai prima della mezzanotte; con un ritorno a casa alle prime luci dell’alba.
Il nome di Diana Ross evoca ricordi e nostalgie, ma accende anche quella spensieratezza tipica della “Disco”: il luogo d’incontri a base di Coca e Rum, dove conoscere la ragazza del cuore, irraggiungibile di giorno. Già, i locali di quella musica rappresentavano un mondo diverso, lontano, quasi virtuale, incomprensibile e immaginario: surreale. C’era chi ballava bene, ma spesso alcuni, soprattutto i maschietti, rimanevano a bordo pista a guardare.
Diana Ross riempiva quelle nottate, restituendo l’adrenalina necessaria; poi l’idea di lei si trasferiva in auto, per un tempo che arrivava fino a casa per le ultime chiacchiere.
I riscontri di Diana Ross sono di assoluto livello: cento milioni di dischi venduti, dodici Grammy, una nomination all'Oscar, la Medaglia presidenziale della libertà conferitale da Obama nel 2016 e il titolo di "Artista femminile di maggior successo di tutti i tempi" del Guinness dei primati (1993). Resta comunque il ricordo di un tempo e di un’era, incancellabili entrambi; Diana Ross è la diva che riecheggia a ogni brano, anche se quel mangianastri dell'auto non suona più.
Per le fotografie ci siamo rivolti a un disco con le immagini di Victor Skrebneski.