MAXIME DU CAMP, SCRITTORE E FOTOGRAFO DI VIAGGIO
Maxime du Camp, lo scrittore francese con la voglia di viaggiare, non amava particolarmente disegnare i templi e le antiche rovine che incontrava. Un giorno ha detto: «Ho perso tempo prezioso nel disegnare i monumenti che volevo ricordare, disegnavo lentamente e in modo errato». Così, nel viaggio di diciotto mesi attraverso il Medio Oriente con il suo amico Gustave Flaubert, Du Camp progettò di creare immagini sorprendentemente precise di piramidi e iscrizioni geroglifiche utilizzando le fotografie, un processo inventato dal collega francese Louis Daguerre solo dieci anni prima. La coppia iniziò l’escursione in Egitto, arrivando sul delta del Nilo alle 10 del mattino del 15 novembre 1849.
Du Camp non è stata la prima persona a usare una macchina fotografica lungo il fiume Nilo; altri l’hanno preceduto, quasi subito dopo l'invenzione della fotografia nel 1839. Lui fu il pioniere dell'uso dei negativi su carta invece dei dagherrotipi, che non permettevano di essere riprodotti. I negativi su carta, invece, potevano restituire un numero infinito di stampe, senza danneggiare l'originale.
L’uso del nuovo media fu una scelta fortunata o ponderata? Du Camp non era un fotografo esperto, ma aveva imparato a utilizzare i negativi su carta dal professionista Gustave Le Gray, molto famoso al tempo.
Nel giro di poche settimane, lo scrittore si sentì abbastanza sicuro da portare con sé la macchina fotografica in viaggio. Tutto andò bene e non incontrò difficoltà tecniche, ma dei problemi di carattere logistico. Non doveva essere stato semplice trasportare tutta l'attrezzatura necessaria per un viaggio fotografico di diciotto mesi e sviluppare i negativi durante gli spostamenti, spesso in mezzo al deserto. Quando Du Camp e Flaubert soggiornarono alla Maison de France a Tebe, ad esempio, affittarono un'intera stanza solo per riporre l'attrezzatura fotografica.
Nel settembre del 1850, meno di un anno dopo aver intrapreso la sua avventura, Du Camp era pronto a porre fine alla sua carriera fotografica. E’ tornato in Francia con un bagaglio leggero, che però conteneva 214 negativi. 125 di questi furono scelti per il libro di Du Camp, messo in vendita al pubblico nell'aprile 1852. Il libro fu un successo.
Quasi per caso, il fotografo amatoriale Du Camp aveva scritto la storia della fotografia di viaggio, ma non avrebbe più scattato.