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PAUL FUSCO, LA RICERCA DELLA VITA

Abbiamo già incontrato Paul Fusco nel novembre 2021, parlando di Bob Kennedy. Del fotografo americano sorprende la profondità del lavoro, la ricerca assidua, i temi affrontati, l’attenzione e il rispetto. E’ bello incontrarlo ancora.

Oggi qui da noi ricorre una data drammatica, perché ventidue anni addietro lo scoppio di una bomba alla stazione di Bologna uccideva 85 persone. Un orologio sulla parete del fabbricato ferroviario indica ancora l’ora dell’accaduto, per non dimenticare. Quel tempo dovrà indicare la direzione dei nostri pensieri verso la preghiera o il ricordo, perché tante vite spese possano incamminarci verso un sogno di verità.

Paul Fusco è nato a Leominster, nel Massachusetts, il 2 agosto 1930. Ha iniziato a interessarsi alla fotografia intorno al 1945, coltivandola come un hobby serio, acquisendo poi consapevolezza nell’Esercito degli Stati Uniti in Corea, nel 1951-53. Dopo la guerra, ha studiato fotogiornalismo alla Ohio University, conseguendo il Bachelor of Fine Arts (BFA, B.F.A. il corso di laurea per gli studenti che cercano una formazione professionale nelle arti visive) nel 1957. Si trasferisce poi a New York e inizia la sua carriera come fotografo in LOOK Magazine, lavorandovi fino al 1971. La maggior parte delle sue fotografie riguardava le questioni sociali che erano di grande preoccupazione negli Stati Uniti e in molti altri luoghi del mondo. Durante quel periodo ha prodotto opere significative ritraendo i minatori indigenti nel Kentucky, la vita del ghetto ispanico a New York, i giovani in fuga che cercano di sopravvivere a New York City, la controcultura in California, la vita quotidiana negli Stati Uniti, l'agricoltura, le riserve indiane, le piccole città, il lavoro dei migranti, la vita nel delta del Mississippi, il proselitismo religioso nel sud e molti altri argomenti.

Ha anche documentato la vita e le questioni sociali in altri paesi: Russia, Inghilterra, Israele, Egitto, Giappone, Sud-est asiatico, Brasile, Cile, Messico, compiendo anche uno studio approfondito sulla "cortina di ferro" che si estendeva dalla Finlandia settentrionale all'Iran. Dopo la chiusura di LOOK nel 1971, Fusco si è avvicinato a Magnum Photos e, nel 1973, è diventato un associato, poi un membro nel 1974. Le sue fotografie sono state ampiamente pubblicate in molte delle principali riviste statunitensi: Time, Life, Newsweek, NY Times Magazine, Mother Jones, Psicologia oggi e altri. Il lavoro di Paul è stato anche ampiamente pubblicato su riviste di tutto il mondo attraverso Magnum Photos.

Paul Fusco, i lavori più celebri

Tra i reportage più celebri di Fusco ricordiamo quello incentrato sulle conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl, raccolto nel libro Chernobyl Legacy. Scatti penetranti in bianco e nero gettano luce sulla sofferenza di una popolazione lacerata e senza voce, con un doloroso focus sui bambini nati con gravi problemi genetici, malformazioni o malati di cancro.

Un altro lavoro importante è stato quello raccolto nei primi anni ’90 AIDS all’Ambassador Hotel di San Francisco, nel quale il fotografo ha documentato la quotidianità in un albergo che divenne rifugio per i malati di HIV, assistiti dal personale e da volontari. Anche in questo caso, ritratti senza filtri mostrano al mondo una realtà cruda che merita attenzione, nel periodo in cui la malattia si diffondeva rapida e silenziosa. “Voglio che lo spettatore si senta coinvolto dalla vita delle persone che sta guardando; l’esperienza visiva è incredibilmente emozionante”, così diceva Fusco delle sue fotografie.

Bob Kennedy, l’ultimo treno, un libro fotografico

“[…] Coloro che avevano più bisogno di speranza hanno affollato i binari dell'ultimo treno di Bobby, storditi dall'incredulità e hanno visto quella speranza intrappolata in una bara passare e scomparire dalle loro vite". Queste parole si leggono in una citazione del fotografo Paul Fusco, nell'ultima pagina del suo libro fotografico “RFK Funeral Train”, acclamato dalla critica. Pubblicato trent'anni dopo gli accadimenti del giugno 1968, quella raccolta di cinquantatré fotografie, tutte scattate a colori, rimane un documento toccante di una nazione in lutto.

Su commissione della rivista Look, Fusco ha avuto l'accesso esclusivo a bordo del treno che trasportava il corpo di Kennedy lungo la costa orientale, da New York al cimitero di Arlington a Washington, DC. Nel libro le immagini sono disposte in ordine cronologico, per documentare esattamente quel percorso. In una seconda edizione del libro, Paul Fusco ha aggiunto altre immagini, relative al funerale nella Cattedrale di San Patrizio a New York e alla sepoltura notturna ad Arlington con i membri della famiglia Kennedy. La prima edizione è però incentrata esclusivamente sui due milioni di persone in attesa lungo i binari per intravedere la bara di Kennedy. La diversità e il numero assoluto di coloro che popolano i fotogrammi riflettono la terribile perdita provata da individui di ogni ceto sociale, in tutta la nazione.

Gli scatti di Fusco hanno catturato tutto e tutti, ma dalle immagini s’innalza un biglietto d’addio, con una sola frase: «So-long Bobby».

Paul Fusco ci ha lasciato il 15 luglio 2020

Paul Fusco, un’immagine del libro “RFK Funeral Train”

Paul Fusco, Lo sciopero dell’uva, California 1968. © Paul Fusco, Magnum Photos

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