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RICORDIAMO ROMY SCHNEIDER

29 Maggio 1982. Muore a Parigi, da sola nel suo appartamento, l’attrice Romy Schneider, popolarissima per i film di “Sissi”. Nel 1958, sul set del film “L’amante pura” conosce Alain Delon, con il quale vivrà una tormentata storia d’amore. Nel 1970, la Schneider recita in “La Califfa” di Bevilacqua e, nel 1973, in “Ludwig” di Luchino Visconti. La fine della relazione con Delon e il fallimento dei due matrimoni successivi la portano all’alcolismo e alla depressione, tanto da rendere insistenti le voci di un suo possibile suicidio.

Bella, bellissima, Romy Schneider ha avuto una vita difficile, che le ha negato amore e serenità. Ricordata come la Principessa Sissi, rifiuterà sempre quel ruolo e l’immagine che ne è scaturita. Mossa da uno spirito artistico forte, voleva dell’altro: impegno, forse, certo ruoli che potessero fare emergere le sue qualità di attrice. Se ne accorsero Bevilacqua e Visconti. Eppure l’esistenza fu avara con Romy, con tanti “no” a suffragarne le sconfitte. Perderà un figlio in un incidente, si suiciderà il suo secondo marito (si erano già separati), ma l’atto conclusivo emergerà con la depressione, mal gestita da alcool e farmaci. Morirà sola, come dicevamo. Anche negli ultimi istanti, la vita ha continuato a negargli qualcosa.

Circa le fotografie, la scelta è caduta su due nomi d’eccezione: Helmut Newton e Jeanloup Sieff. In entrambe le immagini non appare la principessa e nemmeno la ragazza sbarazzina, ma solo la donna: riflessiva e, forse, alla ricerca di se stessa.

Romy Schneider, note biografiche

Romy Schneider nasce il 23 settembre 1938 a Vienna come figlia di una coppia di attori. Romy è cresciuta a Königssee, nel villaggio di Schönau, dove ha frequentato la scuola elementare dal 1944. Nel 1949 si è trasferita al collegio femminile Schloss Goldenstein vicino a Salisburgo. Lì ha spesso preso parte a spettacoli teatrali scolastici, dove ha scoperto la sua passione per la recitazione. Nel luglio 1953, dopo essersi diplomata, avrebbe frequentato una scuola d'arte a Colonia, per via del suo talento per la pittura; ha poi rinunciato per recitare nel film "When the White Lilacs Bloom Again", su suggerimento di sua madre Magda Schneider, che ha interpretato il ruolo principale nel film.
La svolta della sua carriera è arrivata con la trilogia di “Sissi”. Tutti nel mondo del cinema ha conosciuto chi era Romy Schneider, che però non avrebbe voluto interpretare già il secondo film. Romy Schneider voleva ruoli artisticamente impegnativi.
Chi gestiva la sua carriera era il suo patrigno Herbert Blatzheim, dal quale si separò perché insoddisfatta delle sue scelte. Il film, "Ragazze in uniforme" le ha portato l'agognato riconoscimento come attrice caratterista. Con il film "L’amante pura" è arrivata la svolta completa nella sua vita, anche a livello sentimentale, perché sul set conobbe Alain Delon. Dopo la fine delle riprese ha lasciato la Germania insieme all’attore francese e si è recata a Parigi. Uno dei suoi registi teatrali è stato Luchino Visconti, dal quale ha imparato molto. Nel 1962, diretta dal regista italiano, ricoprì un ruolo cinematografico in “Boccaccio 70”. Sono seguiti diverse interpretazioni in film di successo come "I vincitori" e "Il Cardinale".

Negli anni '60 e '70 Romy Schneider era all'apice della sua carriera. Nel 1963 ha girato la commedia "Scusa, me lo presti tuo marito?", a Hollywood al fianco di Jack Lemmon. In privato, tuttavia, il 1963 fu un brutto anno. La sua relazione con Alain Delon andò in frantumi. Quando è tornata dagli Stati Uniti, lui si era già trasferito dall'appartamento che condividevano. Ha poi tentato il suicidio. Romy Schneider si è così presa una pausa. Nel 1965 recitò in uno dei suoi film di maggior successo, "Ciao Pussycat", basato su una sceneggiatura di Woody Allen. Durante una visita in Germania ha incontrato l'attore e regista Harry Meyen. I due hanno iniziato una relazione. Durante le riprese del film "Agli ordini del Führer e al servizio di Sua Maestà " nel 1966, Romy Schneider e Harry Meyen si sono sposati. Il loro figlio David è nato nel dicembre dello stesso anno.

Nei due anni successivi Romy Schneider si è dedicata esclusivamente ai suoi doveri di moglie e madre. Fu solo nel 1968 che Romy Schneider iniziò di nuovo le riprese. Nel 1969 recita nel film “La piscina” al fianco del suo ex amante Alain Delon. Il film è diventato uno dei suoi più grandi successi. Nel 1975, Romy Schneider ha divorziato da Harry Meyen. A quel tempo aveva già una relazione con Daniel Biasini, il suo segretario privato, che sposò lo stesso anno. Dopo la nascita di sua figlia Sarah, ha realizzato uno dei suoi film di maggior successo, “Una donna semplice“ (1978). Da quel momento in poi, tuttavia, la sua vita è andata alla deriva. Il suo ex marito Harry Meyen si è impiccato nel 1979. Durante le riprese di altri tre film ci furono ripetuti problemi a causa dell'eccessivo consumo di alcool dell’attrice.
Il 5 luglio 1981, suo figlio David è rimasto ucciso in un incidente. Questo evento l'ha portata completamente fuori rotta. Il suo secondo matrimonio con Daniel Biasini era finito e lei ha divorziato anche da lui. Oltretutto Romy Schneider dovette subire una grave operazione ai reni. La notte del 29 maggio 1982 moriva a causa dell'eccessivo consumo di compresse. Romy Schneider è stata sepolta nel cimitero del piccolo villaggio di Boissy-sans-Avoir, suo ultimo luogo di residenza. Alain Delon aveva organizzato il suo funerale.

Helmut Newton, note biografiche

Considerato uno dei maestri del Novecento, Helmut Newton ci ha restituito molteplici scatti del corpo femminile, tra ricerca fotografica ed erotismo sofisticato, ambiguo e talvolta estremo. Lui è stato un cultore del corpo, da cui è derivato un legame profondo con il mondo della moda. Newton ha lavorato ossessivamente con il bianco e il nero ed è nel gioco dei grigi che si delineano le forme, inserite nei contesti più disparati, ma altamente evocativi: semplici fondali, contesti urbani o interni di eleganti case alto borghesi. Per Newton la tecnica fotografica è importante, ma anche il corpo di donna e la sua contestualizzazione.

Lui ricorre un po’ a tutto: accessori, corsetti, addirittura a attrezzature ortopediche: questo per enfatizzare la femminilità e la carica erotica delle sue modelle. L’attrazione di chi guarda è al massimo: per un fetish che diventa culto, o anche provocazione. Helmut Neustätder, in arte Helmut Newton, nasce a Berlino il 31 ottobre del 1920 da una ricca famiglia di origine ebrea. L’ambiente della borghesia berlinese gli permette di seguire le proprie passioni e di avvicinarsi al mondo della fotografia fin dalla giovane età: a soli 12 anni acquista infatti la sua prima macchina fotografica. Con la diffusione delle leggi razziali naziste, lascia la Germania nel 1938 e trova temporaneamente rifugio a Singapore, ma poco dopo si vede internato ed espulso in Australia dalle autorità britanniche.

A Sydney si arruola con l’esercito australiano per combattere nella II Guerra Mondiale. Grazie alla devozione nei confronti del paese che lo ospita, nel 1946 ottiene la cittadinanza australiana, e nel 1948 conosce e sposa l’attrice e fotografa June Brunnell (in arte June Browne o Alice Springs), alla quale resterà legato per oltre 50 anni. Dopo la guerra lavora come fotografo freelance a Melbourne, collaborando con diverse riviste tra cui Playboy. Nel 1961 si trasferisce a Parigi, dove inizia a conoscere fama e popolarità grazie ai suoi scatti, pubblicati dalle più note riviste di moda internazionali come Vogue, Elle, GQ, Vanity Fair e Marie Claire, ed esposti in tutto il mondo.

Nel 1976 pubblica il suo primo volume di fotografie White Women, immediatamente osannato dalla critica per il rivoluzionario gusto estetico, segnato da un erotismo predominante. Raggiunge l’apice della carriera e della fama a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 con le serie Sleepless Nights e Big Nudes, quando inizia inoltre a lavorare per grandi firme come Chanel, Versace, Blumarine, Yves Saint Laurent, Borbonese e Dolce&Gabbana. Conclude la sua carriera nel 1984, realizzando con Peter Max il video dei Missing Persons, Surrender your Heart. Si ritira così a vita privata, vivendo tra Montecarlo e Los Angeles.

Muore il 23 giugno del 2004, a 83 anni, in un incidente stradale a bordo della sua Cadillac.

Il fotografo, Jeanloup Sieff

Nato a Parigi da genitori polacchi, Jeanloup Sieff (1933 - 2000) ha iniziato a fotografare moda nel 1956 ed è entrato a far parte dell'agenzia Magnum nel 1958, cosa che gli ha permesso di viaggiare molto. Stabilitosi a New York per gran parte degli anni Sessanta, ha lavorato per Esquire, Harper's Bazaar, Vogue ed Elle, fotografando celebrità come Jane Birkin, Yves Saint-Laurent, Rudolf Nureyev e Alfred Hitchcock.. Sieff ha vinto numerosi premi tra cui il Prix Niepce, il Chevalier des Arts et Lettres a Parigi nel 1981 e il Grand Prix National de la Photographie nel 1992. Le sue opere sono conservate in molte collezioni private.

Sieff è considerato come uno dei più grandi talenti fotografici dell'ultimo mezzo secolo e ha lasciato un'impronta innegabile nella sua generazione. Prolifico in molti campi, la varietà delle sue immagini mette in risalto la sua vasta abilità artistica, che spazia dalla moda, ai nudi, al paesaggio e alla ritrattistica.

Con grande tenacia, Sieff ha perseguito uno stile inconfondibile personale e di grande effetto, intriso di fantasia giocosa con un tocco d’ironia. Prediligeva la disciplina del bianco e nero, spesso sfruttando a suo vantaggio la distorsione spaziale degli obiettivi grandangolari e il potenziale drammatico dell'ombra.

Le fotografie

Romy Schneider, Parigi 1974. Ph. Helmut Newton.
Romy Schneider. Ph. Jeanloup Sieff

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