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[IL ROMANTICISMO DI VICTOR HUGO]

Per questioni di famiglia, chi scrive conosce Victor Hugo attraverso le trasposizioni melodrammatiche di Giuseppe Verdi, in Ernani e, soprattutto, Rigoletto (ispirato da “Il Re si diverte” - Le roi s'amuse -, sul libretto di Francesco Maria Piave). All’ascolto, si respira tutto il romanticismo dell’epoca di Hugo, quello dei contrasti (gobbo Rigoletto, bellissima la figlia Gilda; donnaiolo il Duca di Mantova, innamorata Gilda) e della tragedia (Gilda s’immolerà per amore). Riconoscere Victor Hugo in fotografia ci ha fatto piacere: un’emozione in più che si aggiunge all’ascolto della “Vendetta”, cantata dal giullare e sua figlia all’inizio del II° atto di Rigoletto.

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[GEORGE, IL “BEATLE TRANQUILLO”]

George Harrison è nato a Liverpool il 25 febbraio 1943. La sua famiglia era cattolica romana e lui è andato a scuola vicino a Penny Lane, la strada diventata una canzone dei Beatles ( a firma Lennon - McCartney). A scuola, divenne amico di Paul McCartney. Fu lui a presentare George Harrison a John Lennon e George fu gradualmente invitato a suonare con The Quarryman, la band pre - Beatles.

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[ALESSANDRO, AUGURI]

Alessandro Gassman è figlio d’arte, il che gli ha conferito una responsabilità imponente, perché è difficile vivere con alle spalle il fantasma del padre. Lui, però, con l’impegno è riuscito a ritagliarsi uno spazio proprio nel cinema e nel teatro. Sì è anche completato con regia e sceneggiatura, riscuotendo un successo legittimo, vero, per nulla ereditato. Diciamo che c’è un personaggio “Alessandro Gassman”, riconoscibile in tutte le sue recitazioni. Spicca la sua fisicità, il sorriso ammaliante e contagioso, la teatralità dei suoi dialoghi, per una fama che si affianca a quella del padre, prolungando la “Dinastia Gassman” tra cinema e teatro.

Auguri, Alessandro. La tua carriera è ancora lunga. Farai tanto per il cinema italiano, il che è un merito.

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[RICORDANDO “L’ULTIMO CIGNO”]

Il termine non è nostro, ma di Truman Capote; e si riferisce a Marella Agnelli, un simbolo di stile ed eleganza. Discreta e riservata, non ha mai avuto bisogno di ostentare nulla, anche perché il suo portamento austero e deciso prendeva le distanze dal mondo che la circondava. Lei ci ha lasciato il 23 febbraio 2019.

Nella celebre fotografia di Richard Avedon, che riportiamo, Marella Agnelli appare con un elegantissimo collo lungo. Pochi sanno, però, che prima di essere diventata fonte d’ispirazione per molti autori dello scatto, lei stessa era stata una fotografa, nonché assistente del grande Erwin Blumenfeld. La sua è la storia di una donna che ha occupato quasi tutto il secolo scorso, facendo dello stile e dell'arte un proprio carattere di distinzione.

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