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[LIZ TAYLOR, LA DIVA DAGLI OCCHI VIOLA]

Era bella, Liz Taylor; e ha fatto parlare di sé durante tutta la sua carriera, sin da ragazza. Tra l’altro si trovava a suo agio anche sotto i riflettori dei media: che si parlasse dei suoi amori (otto matrimoni) o dello sguardo col quale ammaliava il pubblico: quello dagli iridi viola. Se ne è discusso a lungo, dei suoi occhi, tra trucco e teorie scientifiche. Eppure c’era dell’altro da vedere, senza poter capire esattamente cosa, come guardando il film “La gatta sul tetto che scotta” (1958), recitato di fianco a Paul Newman. Lei era già adulta sin da ragazza, questo è certo; subito dopo aver recitato “Torna a casa Lassie”, che pure l’ha resa famosa.

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[IL ROMANTICISMO DI VICTOR HUGO]

Per questioni di famiglia, chi scrive conosce Victor Hugo attraverso le trasposizioni melodrammatiche di Giuseppe Verdi, in Ernani e, soprattutto, Rigoletto (ispirato da “Il Re si diverte” - Le roi s'amuse -, sul libretto di Francesco Maria Piave). All’ascolto, si respira tutto il romanticismo dell’epoca di Hugo, quello dei contrasti (gobbo Rigoletto, bellissima la figlia Gilda; donnaiolo il Duca di Mantova, innamorata Gilda) e della tragedia (Gilda s’immolerà per amore). Riconoscere Victor Hugo in fotografia ci ha fatto piacere: un’emozione in più che si aggiunge all’ascolto della “Vendetta”, cantata dal giullare e sua figlia all’inizio del II° atto di Rigoletto.

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[GEORGE, IL “BEATLE TRANQUILLO”]

George Harrison è nato a Liverpool il 25 febbraio 1943. La sua famiglia era cattolica romana e lui è andato a scuola vicino a Penny Lane, la strada diventata una canzone dei Beatles ( a firma Lennon - McCartney). A scuola, divenne amico di Paul McCartney. Fu lui a presentare George Harrison a John Lennon e George fu gradualmente invitato a suonare con The Quarryman, la band pre - Beatles.

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[ALESSANDRO, AUGURI]

Alessandro Gassman è figlio d’arte, il che gli ha conferito una responsabilità imponente, perché è difficile vivere con alle spalle il fantasma del padre. Lui, però, con l’impegno è riuscito a ritagliarsi uno spazio proprio nel cinema e nel teatro. Sì è anche completato con regia e sceneggiatura, riscuotendo un successo legittimo, vero, per nulla ereditato. Diciamo che c’è un personaggio “Alessandro Gassman”, riconoscibile in tutte le sue recitazioni. Spicca la sua fisicità, il sorriso ammaliante e contagioso, la teatralità dei suoi dialoghi, per una fama che si affianca a quella del padre, prolungando la “Dinastia Gassman” tra cinema e teatro.

Auguri, Alessandro. La tua carriera è ancora lunga. Farai tanto per il cinema italiano, il che è un merito.

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