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[CASABLANCA VINCE L’OSCAR]

2 Marzo 1944, Casablanca, con ben otto nomination, vince l’Oscar nella Categoria Miglior Film. L’opera, diretta da Michael Curtiz, entra di diritto nella storia del cinema, diventando col tempo una delle pellicole hollywoodiane più celebri di sempre. La critica non fu clemente con quel lavoro, ma il successo arrivò per ondate successive. Il merito va ascritto agli interpreti (Humphrey Bogart e Ingrid Bergman), alla sceneggiatura (anche se povera, visti i bassi costi di produzione), alla colonna sonora (il brano “As Time Goes By”, quello della battuta “suonala ancora Sam”, ancora oggi è ascoltabile e ascoltato).

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[IL 29, COME SE CI FOSSE]

Oggi è il I° marzo, non il 29 febbraio. Il 2022 non è bisesto come il 2020, ma noi abbiamo preso in prestito quel giorno che cade ogni quattro anni per mettere in fase il calendario con la rotazione terrestre. La data inventata ci permette di ricordare Gioacchino Rossini, valente musicista e compositore innovativo, che ha riempito di luce il suono orchestrale, destando ovunque la meraviglia: col suo bel canto e i crescendo proverbiali. C’è tanta italianità nei suoi lavori, esportata già allora a Vienna, Londra e, soprattutto, Parigi.

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[FOTOGRAFIA, PER SEMPRE]

Fotografia, dal 28 febbraio 1839 si è sempre chiamata così. Sono cambiati i processi, persino le tecnologie (digitale docet), ma quel sostantivo ha sempre mantenuto il suo significato, anche quando da un bene oggettivo si è trasformato in una visione liquida e transitoria. La TV per qualche anno (ma era in B/N allora) ne ha storpiato il senso (la telefoto); ma si è trattato di un neologismo passeggero, ormai dimenticato. La fotografia mantiene il suo significato, invadendo anche altri campi, perché la memoria può essere fotografica e il ricordo come in una fotografia.

A Milano, in Palazzo Reale, è in corso una mostra di Joaquín Sorolla, pittore spagnolo. In una tela del 1906, si nota un’elegantissima Clotilde con in mano una Kodak dell’epoca. La pittura è luminosissima, ideale per una giornata al mare. Ci è rimasto impresso il gesto, che anche allora suffragava il sostantivo fotografia. Cerchiamo di conservarlo, quel gesto; ne va della nostra passione.

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[LIZ TAYLOR, LA DIVA DAGLI OCCHI VIOLA]

Era bella, Liz Taylor; e ha fatto parlare di sé durante tutta la sua carriera, sin da ragazza. Tra l’altro si trovava a suo agio anche sotto i riflettori dei media: che si parlasse dei suoi amori (otto matrimoni) o dello sguardo col quale ammaliava il pubblico: quello dagli iridi viola. Se ne è discusso a lungo, dei suoi occhi, tra trucco e teorie scientifiche. Eppure c’era dell’altro da vedere, senza poter capire esattamente cosa, come guardando il film “La gatta sul tetto che scotta” (1958), recitato di fianco a Paul Newman. Lei era già adulta sin da ragazza, questo è certo; subito dopo aver recitato “Torna a casa Lassie”, che pure l’ha resa famosa.

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