[NASCE IL SIGNOR G.]
“La mia generazione ha visto le strade, le piazze gremite di gente appassionata, sicura di ridare un senso alla propria vita; ma ormai son tutte cose del secolo scorso: la mia generazione ha perso“, (da “La razza in estinzione”). E’ una riflessione di Giorgio Gaber, una di quelle recitate a Teatro per far riflettere, manifestando il proprio pensiero con onestà intellettuale. Di fronte a platee e gallerie lui ha consacrato la propria carriera, iniziata nei locali della Milano migliore e passata anche per la TV, dal “Musichiere” a “Canzonissima”. Con “Com’è bella la città” ci ha fatto comprendere come qualcosa in lui stesse cambiando. Ecco quindi la “Canzone-Teatro”, un format unico e originale, che gli lascerà un posto riservato nel panorama culturale italiano.
Ci piace ricordare Gaber, per quello che ha detto e cantato, per la sua chitarra e anche quella musicalità da “ballata” che l’ha reso famoso agli inizi. Ma Cerutti Gino non esiste più, e neanche quel bar del Giambellino. Aveva ragione il Signor G: “Siamo una razza in estinzione”.