Skip to main content

NASCE VASCO PRATOLINI

Vasco Pratolini nasce il 19 ottobre 1913 a Firenze. Scrittore e romanziere italiano, è noto in particolare per i ritratti compassionevoli dei fiorentini durante l'era fascista. È considerato una figura importante nel neorealismo italiano, per la capacità di raccontare la gente, il quartiere, la vita fiorentina in maniera aderente alla realtà. Lui descrive il proprio habitat con semplicità, attingendo dai ricordi della sua vita in Toscana, culminata con il dramma della morte del fratello. Spesso i suoi romanzi vivono in ambienti di miseria, ma sono animati però dalla convinzione che esista una solidarietà collettiva alla quale potersi affidare.

Pratolini crebbe a Firenze da una famiglia povera. Il piccolo Vasco perde la madre quando ha solo cinque anni; finisce così per trascorrere la sua infanzia con i nonni materni. Una volta tornato dal fronte, il padre si risposa, ma Vasco non riesce a inserirsi nella nuova famiglia. Compie studi irregolari e ben presto è costretto ad andare a lavorare, fino a quando una malattia (tubercolosi) l’ha costretto in un sanatorio dal 1935 al 1937. Non aveva un'educazione formale, ma era un lettore accanito e durante il suo ricovero iniziò a scrivere.

Continua a leggere

IL SALTO PIU’ LUNGO

18 ottobre 1968. Bob Beamon, con 8.90m, stabilisce il record del mondo di salto in lungo nell'Olimpiade di Città del Messico. Diventerà il più duraturo record nella storia dell'atletica leggera, resistendo per ben 23 anni.

Il ’68 è l’anno della contestazione. Il 3 maggio, a Parigi, la polizia si scontra con gli studenti universitari della Sorbona che protestano per la chiusura della facoltà di scienze di Nanterre. I poliziotti fermano 500 universitari. La battaglia del maggio francese proseguirà per tutto il mese. Il bilancio finale degli scontri sarà di 400 feriti; ma la protesta degli studenti sarà appoggiata, con una serie di scioperi, dai lavoratori e costringerà il presidente francese Charles De Gaulle a indire nuove elezioni.
Quel periodo fu il clou del “Sessantotto Europeo”, che non indica solo un periodo, ma anche quell'eterogeneo movimento giovanile che attraversò mezzo mondo, segnando - nel bene e nel male - un'intera generazione.

Qui da noi, in Italia, lo scontro fu anche generazionale. I padri di famiglia, che avevano vissuto gli orrori della guerra, rivendicavano il diritto di vivere tranquilli; i loro figli, invece, si accorsero che stava affermandosi una società immobile, nella quale si sentivano ingabbiati. I genitori non comprendevano questa incessante richiesta di libertà, ma l’onda della Beat Generation coinvolse tutti i giovani, particolarmente in America: il mito di una vita "On the road", priva di schemi, faceva proseliti.

Continua a leggere

ALBERT EINSTEIN IN USA

17 ottobre 1977, Albert Einstein, arriva negli Stati uniti. Aveva lasciato la Germania per fuggire alle persecuzioni naziste. All’epoca era già stato insignito del Premio Nobel per la fisica, dopo aver pubblicato una memoria nella quale espone i princìpi della teoria della relatività. Albert rimarrà negli USA fino alla fine dei suoi giorni. Morirà a Princeton nel 1955.

Parlando di fotografia, il fisico ci permette di ricordare due ritrattisti che l’hanno interpretato. Philippe Halsman è colui che detiene il record di copertine della rivista LIFE (102, se ricordiamo bene). Y. Karsh, canadese ma di origine armena, è giunto alla grande notorietà fotografando Winston Churchill. Lui ritrasse lo statista inglese con la faccia corrucciata e senza sigaro. Glielo tolse dalla bocca pochi istanti prima di scattare.

E’ facile imbattersi nelle fotografie di Yousuf Karsh, fotografo ritrattista. Le sue immagini le possiamo riconoscere ovunque: sulle copertine dei libri, su banconote e francobolli, e, naturalmente, esposte nelle gallerie. Nel corso della sua lunga carriera (più di 65 anni), Karsh ha fotografato alcuni tra i più importanti leader del 20° secolo, con una tecnica di illuminazione della quale lui stesso è stato pioniere. Divenne particolarmente richiesto, al punto che il giornalista Perry pubblicò sul London Sunday una frase particolarmente esaustiva: “Quando i famosi cominciano a pensare all’immortalità, chiamano Karsh”.

Continua a leggere

FOTOGRAFIA DA LEGGERE …

Consueto appuntamento del lunedì con “Fotografia da Leggere”. Riprendiamo la rubrica con un po’ di titubanza, perché la nostra non sarà una proposta, ma semplicemente l’esplicitazione di un metodo, riscontrabile nel volume di oggi ma anche in altri lavori similari.
Andiamo con ordine, il libro che abbiamo tra le mani è “Manuale Hasselblad”, di H. Freytag (Edizioni Effe). La copertina è rigida, ma le informazioni sono poche. Solo nella “quarta” si legge: «Questo libro descrive tutti oi modi di funzionamento degli apparecchi Hasselblad e dei numerosi accessori che compongono questo sistema. Si tratta di un manuale di fotografia scritto in funzione dei vari campi di applicazione del sistema Hasselblad, che vanno dalla fotografia scientifica alla fotografia di pubblicità e di moda, al fotogiornalismo alla fotografia della luna!».
Già, la luna. Ai tempi, nelle riviste di settore si leggevano grosso modo queste parole (andiamo a memoria): «Volete un’Hasselblad gratis? Andate sulla luna». Sì, perché gli astronauti della prima missione d’allunaggio avevano riportato indietro solo i magazzini, lasciando sul satellite terrestre corpi e obiettivi.
Ricordiamolo per i pochi che non lo sanno. La fotocamera svedese è una scatola, alla quale vanno aggiunti l’obiettivo e il dorso porta-pellicola. La visione dell’inquadratura avviene dall’alto, come in altre medio formato.
Sfogliamo rapidamente le pagine, ingiallite com’è giusto che sia. L’odore del volume accentua la nostalgia: non per il tempo passato e nemmeno per il respiro analogico; il metodo ci convince, perché per spiegare una fotocamera (e il suo sistema) si è costruito un manuale di fotografia, bello da leggere e consultare.

Continua a leggere