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JUDI DENCH, DA SHAKESPEARE AL CINEMA

Judi Dench è una delle attrici inglesi più importanti del dopoguerra. Deve i suoi esordi al suggerimento del fratello, che l’ha convinta a salire sul palcoscenico. Debutta con Shakespeare, le cui commedie l’accompagneranno per tutta la vita, non a caso reciterà sotto la direzione di Franco Zeffirelli in “Romeo e Giulietta” (1968).
Dalla recitazione eclettica, Judi Dench si è espressa in vari ruoli, anche canori, come in Cabaret. Sta di fatto che lei ha preso parte a produzioni che rimarranno iconiche nella storia del cinema: i film di James Bond, Assassinio sull'Orient Express, Belfast; solo per citarne alcune.

L'attrice Judith Olivia Dench è nata il 9 dicembre 1934 nel North Yorkshire, in Inghilterra. Fin dalla tenera età, è entrata in contatto col mondo della recitazione. Il padre di Dench era il medico del Theatre Royal di York, e non era raro che lei si unisse a lui durante le sue visite. Da ragazzina Dench amava vestirsi e cantare mentre sua madre suonava il piano. Crescendo, ha frequentato la Central School of Speech Training and Dramatic Art di Londra.
Il talento innato e la versatilità di Dench erano difficili da ignorare. Ha fatto il suo debutto sul palcoscenico nel 1957 come Ofelia nell'Amleto di Shakespeare. Nel 1961, è entrata a far parte della Royal Shakespeare Company, per una presenza che sarebbe durata 30 anni, durante i quali l'attrice avrebbe interpretato ogni ruolo femminile di Shakespeare.

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TANTI AUGURI FRANCO

Il 9 Dicembre 1933 nasce Franco Fontana. Considerato un "maestro del colore", nel corso della sua lunga carriera ha dimostrato di essere un fotografo molto eclettico, cimentandosi con il paesaggio, il nudo, il reportage, con la fotografia fine art e con le polaroid, senza disdegnare la pubblicità, la moda o altri lavori commerciali.
Non siamo qui a magnificare il lavoro del Fontana professionista: non servirebbe, la carriera parla da sola. Ci piace ricordare il suo modo di relazionarsi con gli altri e col mondo: sempre lucido, attento, diverso perché originale. Lui non accarezza mai gli argomenti che affronta e nemmeno si nasconde: trova sempre il modo di esporsi, con un’impronta ottimista in ogni parola. Certo, Franco è anche simpatico, emiliano, “lambrusco positivo” come ama definirsi, ma di base queste qualità poggiano sull’onestà e sull’altruismo. Già, Fontana ha donato molto di se stesso: al prossimo e alla fotografia, senza risparmiarsi. Il proselitismo che lo segue è dovuto alla sua capacità di omaggiare la prossimità che lo circonda.
C’è dell’altro? Eccome: lui guarda e vede diversamente e ci ha aperto gli occhi, offrendo a tutti noi un’opportunità plausibile, percorribile solo volendolo. Tra l’altro, nelle sue parole non emerge mai la presunzione, né il desiderio di creare dei cloni: solo l’invito, rivolto a tutti, a guardarsi dentro, per conoscersi meglio; da lì alla fotografia il passo è breve, al di là della tecnica o degli algoritmi.
Per finire, noi a Franco vogliamo bene; e l’augurio che gli dedichiamo viene dal cuore.

Buon Compleanno

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THE YOUNG LION

L’8 dicembre ci riporta alla memoria l’omicidio di John Lennon (1980), ma anche la nascita di Jim Morrison, il leader dei “The Doors”. Parlammo di quest’ultimo due anni addietro, riferendoci anche al fotografo, che durante la carriera ha indirizzato la propria attività nella produzione di copertine fotografiche. E qui le idee vagano ai tempi nei quali la musica si ascoltava con attenzione, osservando anche l’immagine della cover. I vinili giravano sul piatto, allora, e quella grande custodia aumentava l’emozione. Oggi la playlist dello smartphone ci propone “Roadhouse Blues”, ma manca il disturbo del microsolco a restituirgli umanità. I tempi cambiano.

“Young Lion” è la fotografia più conosciuta di Jim Morrison. Al solo nominare il cantante, viene in mente la sua immagine a torso nudo, mentre guarda direttamente l’obiettivo della macchina fotografica con uno sguardo cupo e misterioso. Nel 1967, un giovane fotografo di Brooklyn, Joel Brodsky, era sotto contratto con la Elektra Records per fotografare una band emergente di Los Angeles, i The Doors. Due memorabili servizi fotografici, produssero le immagini più iconiche della band e del suo leader. La serie di foto in bianco e nero di Jim Morrison in seguito sarebbe stata conosciuta come la sessione fotografica “The Young Lion”, usata anche per copertine di album, compilation e libri.

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SANT’AMBROGIO, FESTA A MILANO

«Milano sempre pronta al Natale, che quando passa piange e ci rimane male», così cantava Lucio Dalla nella sua canzone dedicata a Milano. Il 7 dicembre nel capoluogo lombardo si celebra Sant'Ambrogio, il patrono cittadino, che diventa il prologo delle festività natalizie. Per questa ricorrenza il Teatro alla Scala apre la sua stagione, un momento sentito dal mondo intero.
E’ dal 1951 che, per volontà di Victor De Sabata, allora direttore, la Stagione della Scala si apre il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio. La Prima è un avvenimento culturale, ma anche mondano, al quale prendono parte le più alte personalità della città, dello Stato e della vita culturale italiana.
Lo sfoggio di abiti eleganti e gioielli non è da meno dello spettacolo offerto sul palco. Nel giorno della Prima in molti si assiepano davanti al Teatro per cogliere anche solo un attimo di quel mondo da sogno che vive il foyer e abita la platea. Non mancare all’avvenimento mondano per eccellenza: anche questo è amore per Sant’Ambrogio e la città.
Per anni, la Prima ha portato sul palco un’opera di Verdi. Quest'anno verrà rappresentato il Boris Godunov di Modest Petrovič Musorgskij, su libretto proprio, diretto dal Maestro Riccardo Chailly. L’opera è basata sul dramma omonimo di Aleksandr Sergeevič Puškin. Per ricordare Sant’Ambrogio abbiamo scelto di utilizzare due fotografie relative al Teatro alla Scala. Giusto così.

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