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BUON NATALE, SILENT NIGHT

In una fredda e nevosa vigilia di Natale del 1818 il pastore Joseph Franz Mohr camminò a piedi per tre chilometri dalla sua casa nel villaggio austriaco di Oberndorf bei Salzburg per incontrare il suo amico Franz Xaver Gruber, nella vicina città di Arnsdorf bei Laufen. Mohr portò con sé una poesia che aveva scritto circa due anni prima. Aveva un disperato bisogno di un canto natalizio per la messa di mezzanotte della vigilia di Natale, che si sarebbe tenuta dopo poche ore. Sperava che il suo amico, un insegnante di scuola che era anche maestro del coro e organista della chiesa, potesse mettere in musica la sua poesia. Per quanto possa sembrare sorprendente, Franz Gruber compose la melodia "Stille Nacht" per Mohr in poche ore in quel 24 dicembre 1818.

L’inondazione del fiume Salzach (lo stesso di Salisburgo) aveva messo fuori servizio l'organo della chiesa, quindi Gruber compose la musica per chitarra. Poche ore dopo che Gruber finì la sua partitura, lui e Mohr si trovarono davanti a fedeli nella chiesa di San Nicola a Oberndorf per eseguire il brano appena composto. Alcune voci del coro locale li hanno sostenuti e i suoni del nuovo canto natalizio hanno rotto il silenzio di quella "Stille Nacht".

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IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO

23 dicembre 1966 – Il film “Il buono, il brutto, il cattivo” viene proiettato per la prima volta in pubblico. Considerato uno dei più celebri western della storia del cinema, il film rappresenta la conclusione della “trilogia del dollaro” di Sergio Leone, preceduto da “Per un pugno di dollari” e “Per qualche dollaro in più”.
Le scene sono state girate in Spagna, tra Castiglia e León e l'Andalusia, ma anche a Durango in Messico e negli studi Elios Film a Roma.
La scena del duello finale a tre, tra i protagonisti, è diventata famosa nella storia del cinema: ricca di primi piani, dettagli, inquadrature strette sugli occhi. La sequenza è risultata straordinaria grazie alla musica firmata da Ennio Morricone.
Non “arrivano i nostri”, in questa pellicola, ma s’intrecciano tre vite, che col tempo, e negli anni, hanno confuso la nostra interpretazione; estetica a parte (il bello è facilmente identificabile), chi è realmente il cattivo? E perché? Crescendo, abbiamo costruito in noi stessi altre idee, alle volte fuorvianti; e qui sta la forza del film, l’ambiguità stessa testimonia come la guerra (quella di Secessione) o le ripetute vendette portino poco lontano.

La pellicola termina con il brutto che insulta il bello mentre si allontana a cavallo, sulla musica che incalza. La lezione non è servita nemmeno a loro e si potrebbe iniziare d’accapo. Ottima l’interpretazione dei tre protagonisti: Tuco, il Brutto (Eli Wallach); Joe, il Buono (Clint Eastwood); e Sentenza, il Cattivo (Lee van Cliff).

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UN ANGELO CON LA TROMBA

E’ il 13 maggio del 1988. Chet Baker è appena precipitato da una finestra del quarto piano del Prins Hendrik Hotel, l’albergo che aveva scelto per la sua permanenza ad Amsterdam, dove si trovava per una serie di concerti. Quella sera avrebbe dovuto suonare con il sassofonista Archie Shepp, ma lui non è mai arrivato di fronte al pubblico che lo aspettava.
Le ipotesi più accreditate per l’accaduto furono, fin dall’inizio, la caduta accidentale o il suicidio, ma non si potevano escludere un incidente dovuto a un’overdose di eroina o a un omicidio. Quale fosse la causa, la cosa certa era che il jazz aveva perso per sempre, e troppo presto, uno dei suoi interpreti più intensi e poetici, un artista che grazie alla musica era riuscito ad arginare, anche se solo parzialmente, l’irrequietezza che abitava lui.
Chet Baker è stato uno dei più grandi trombettisti della storia della musica jazz: migliore tra i bianchi, secondo (forse) solo a Miles Davis. Cantante dal timbro vocale accattivante, ha legato il suo nome al celebre brano "My funny Valentine".
Tossicodipendente per oltre trent'anni, ha condizionato tutta la sua vita (e la carriera) per via di quel problema. La musica riusciva a restituirgli un po’ di serenità, e questo deve bastarci. Del resto, non si può avere tutto.

Chet ha frequentato anche l'Italia, tenendo molti dei suoi migliori concerti; recita anche in diversi film di casa nostra, chiamato da registi come Nanni Loy, Lucio Fulci, Enzo Nasso ed Elio Petri.
Dal 1975 risiede qui da noi. In molti all’inizio degli anni '80 lo incontrano a Roma, nel quartiere Monte Mario. Altri lo riconoscono mentre suona per strada, in via del Corso, purtroppo per soddisfare la propria tossicodipendenza. Era un angelo con la tromba per quanti sono riusciti ad ascoltarlo.

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JANE FONDA, L’ETERNA RAGAZZA

Che Jane Fonda appaia come un’eterna ragazza risulta evidente, anche esteticamente: l’hanno aiutata l’indole, la ginnastica e forse anche il bisturi. Degli anni verdi, però, lei ha sempre conservato l’atteggiamento battagliero e il sogno illuminante. Di solito i saggi consigliano di riuscire bene in una cosa nella vita e di investire, con l’avanzare dell’età, sugli aspetti forti del proprio esistere. Jane Fonda ha disobbedito ai suggerimenti logici, stravincendo le rinnovate sfide che si creava di continuo. Nella vita è stata tante cose insieme: attrice (vincitrice di due premi Oscar come miglior attrice protagonista), produttrice televisiva, sex symbol, pacifista, femminista, maestra del fitness e attivista.

Jane è diventata un’icona per generazioni intere. Ci è riuscita per il suo attivismo, che ha origine con le proteste contro la guerra in Vietnam, la difesa dei Nativi americani, il suo arresto sotto l’amministrazione Nixon fino, ad arrivare alle manette del 2019, quando nei Fire Drill Fridays a Washington davanti al Campidoglio dava battaglia contro i cambiamenti climatici fino a farsi ammanettare.
E continua, Jane: nonostante la salute, si allena e allarga il suo attivismo. Nonostante l’età, sbarca su Tik Tok (il social dei giovanissimi) e parla a favore dell’ambiente. Oggi spegne 85 candeline e in tanti, idealmente, saranno con lei, per ragioni diverse: anche coloro che l’hanno sognata in Barbarella. Era bella Jane sullo schermo, non dimentichiamolo.

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