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VIAGGIATORE IN ITALIA

Due sono i compleanni famosi che si celebrano il 27 dicembre: quello di Gérard Depardieu, l’attore francese, nato il 27 dicembre 1948; e l’altro di Marlene Dietrich, nata il 27 dicembre del 1901. Di entrambi abbiamo già parlato in passato, così scartabellando qua e là, ci siamo imbattuti in una storia strana e interessante, quasi intangibile: quella del fotografo Frank Monaco. Il cognome parla di origini italiane e sarò proprio “casa nostra” ad aprirgli le porte della fotografia.
Le fonti (solo in rete) poco ci dicono di lui come persona. Certo, il cognome sembrerebbe svelarci un fotografo duro, tenace, con una vita condotta al limite. Le fotografie, però, parlano d’altro: uno sguardo infantile alla ricerca del bambino che è negli altri.

Lui era un interprete delle vite semplici e dei modi di vivere comuni. Ha iniziato a fotografare giusto in tempo per documentare gli ultimi giorni di una cultura tradizionale, quella del Molise, nel sud d’Italia, dove sua madre era cresciuta prima di emigrare a New York. Le sue immagini del piccolo villaggio di montagna di Cantalupo nel Sannio (Isernia) sono state riconosciute non solo come fotografie straordinarie, ma alla stregua di una testimonianza unica circa uno stile di vita rurale che stava scomparendo.
Ha viaggiato in Italia, Frank Monaco, non solo a Cantalupo. A dire di molti, l’edizione italiana di un suo libro risulterebbe la migliore. Bene così, ci fa piacere.

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FOTOGRAFIA DA LEGGERE …

Consueto appuntamento del lunedì con “Fotografia da leggere”. Questa volta incontriamo due volumi particolari, con lo stesso titolo, che si completano a vicenda. Entrambi ci permetteranno un’ulteriore riflessione sulla nostra fotografia, nella fase importante della scelta. Stiamo parlando di “Contatti, provini d'autore”, Vol. 1 e 2, di Giammaria De Gasperis (Edizioni Postcard). Leggiamo la sinossi: «La scelta della foto migliore attraverso l'uso del provino a contatto. Le storie, i dettagli e i retroscena di alcuni scatti indimenticabili. Sessanta autori internazionali testimoni della storia degli ultimi sessanta anni e dei protagonisti che l'hanno attraversata».
Non c’è solo da leggere, nei due volumi, ma anche “da vedere”; comprendendo il perché di una scelta e l’approccio tenuto di fronte a un soggetto.
Henri Cartier Bresson diceva: «Estrarre una buona fotografia da un foglio di provini è come scendere in cantina e prendere una buona bottiglia da condividere». Attenzione, non vogliamo cadere nella nostalgia, perché oggi i provini a contatto possono essere realizzati con Lightroom, Bridge e Photoshop; crediamo però che sia importante riflettere su come trattare ciò che portiamo a casa dopo una giornata di scatti, soprattutto oggi che i fotogrammi prodotti sono tanti. Per dirla alla Bresson, prepariamo la cantina; le occasioni per una buona bottiglia sono tante.

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BUON NATALE

Due fotografie d'autore ci aiutano nelle parole. Si tratta di due immagini natalizie a firma Matteo Chinellato e Henri Cartier Bresson. Image Mag augura Buon Natale a tutti i lettori, agli appassionati di fotografia, ai curiosi, ma anche a molti altri: perché ogni persona fa parte di una storia da raccontare.

La Redazione di Image Mag.

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BUON NATALE, SILENT NIGHT

In una fredda e nevosa vigilia di Natale del 1818 il pastore Joseph Franz Mohr camminò a piedi per tre chilometri dalla sua casa nel villaggio austriaco di Oberndorf bei Salzburg per incontrare il suo amico Franz Xaver Gruber, nella vicina città di Arnsdorf bei Laufen. Mohr portò con sé una poesia che aveva scritto circa due anni prima. Aveva un disperato bisogno di un canto natalizio per la messa di mezzanotte della vigilia di Natale, che si sarebbe tenuta dopo poche ore. Sperava che il suo amico, un insegnante di scuola che era anche maestro del coro e organista della chiesa, potesse mettere in musica la sua poesia. Per quanto possa sembrare sorprendente, Franz Gruber compose la melodia "Stille Nacht" per Mohr in poche ore in quel 24 dicembre 1818.

L’inondazione del fiume Salzach (lo stesso di Salisburgo) aveva messo fuori servizio l'organo della chiesa, quindi Gruber compose la musica per chitarra. Poche ore dopo che Gruber finì la sua partitura, lui e Mohr si trovarono davanti a fedeli nella chiesa di San Nicola a Oberndorf per eseguire il brano appena composto. Alcune voci del coro locale li hanno sostenuti e i suoni del nuovo canto natalizio hanno rotto il silenzio di quella "Stille Nacht".

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