UMBERTO ECO, BOLOGNESE D’ADOZIONE
Umberto Eco è stato Scrittore, Semiologo, Critico letterario, Medievista, Traduttore, Professore di Semiotica presso l’Alma Mater Studiorum, fondatore di Scienze della Comunicazione e della Scuola Superiore di Studi Umanistici. L’Università di Bologna ha conferito a Umberto Eco tutti i titoli e i riconoscimenti possibili, grata al famoso semiologo per esser stata arricchita dal suo insegnamento e dai corsi da lui creati e resi celebri.
Dopo essersi trasferito a Milano, negli ultimi anni di vita, Eco ha sempre trovato il pretesto per tornare a Bologna, per qualche conferenza o qualche ricerca, accolto sempre con ammirazione dai suoi studenti e non solo. La conformazione stessa della città emiliana era diventata a lui familiare, quasi una propagazione delle sue speculazioni, un fitto tessuto sinaptico, un labirinto fluido di portici, dove ci s’incontra e si scambiano informazioni.
«Una biblioteca non si limita a raccogliere i tuoi libri, li legge anche per conto tuo», così si esprimeva Umberto Eco; e la frase un po’ ci consola, visto che quando lo leggiamo ci sentiamo tremendamente piccoli. Lo abbiamo definito “bolognese d’adozione” per più motivi. In prima istanza, siamo affezionati a quella città; secondo poi, proprio là l’autore piemontese ha gettato un ponte tra vecchio e nuovo in ambito accademico. A lui si deve la fama che il DAMS di Bologna conquistò dalla metà degli anni settanta in poi. Se ne parlava spesso, ai tempi, tra i misteri dei portici: lo scenario ideale per qualsiasi racconto, vero o inventato che sia. E la scia della sua presenza passata si respirerà a lungo, evangelizzata da quei giovani, oggi attempati, che ne divulgheranno la parola.
Siamo però piccoli, dicevamo, ma di tempo ne abbiamo. Quello che lui ha letto e studiato lo ritroveremo quando occorre: forse in quella biblioteca che adesso sta leggendo per noi.