SALUTIAMO LA BERSAGLIERA
Le agenzie battono la notizia di continuo, assieme ai giornali on line. Ci ha lasciato Gina Lollobrigida, attrice e artista vivace, simbolo di un’era: quella dell’Italia post bellica, che andava solo in treno a ancora non guardava la televisione. I nostri nonni potrebbero ricordarla volentieri, forse anche i padri; ma anche a noi, oggi, è arrivata qualche scaglia della “Lollo” di “Pane amore e fantasia”, il film di Comencini che la rese celebre (1953).
Correva sempre, Gina, nelle scene della pellicola, innamorata di un carabiniere veneto, ma corteggiata da un altro milite, quel Vittorio De Sica col quale ha duettato durante la trama. Le vicende si svolgono a Castel San Pietro Romano, in un paesaggio neorealistico, dove verranno girate le riprese di “Pane amore e gelosia”, già l’anno dopo.
La “Lollo” (così era soprannominata l’attrice) ha infuso in entrambi i film l’entusiasmo vero che l’ha sempre accompagnata nella vita, anche quando la carriera l’ha eletta a sex symbol dello schermo. Già, perché lei era bella, molto; pronta a spettinarsi per piacere di più, come fanno gli umili: coloro che non si vergognano della curiosità che li anima, per comprendere la giusta direzione della vita.
Ha visto un bel mondo, Gina Lollobrigida; ma non ha mai dimenticato le proprie origini, che forse le hanno infuso l’energia della creatività. Oggi, qui, vogliamo ricordarne la figura umana. Forse sarebbe giusto menzionare film e premi, vicende e curiosità; ma preferiamo fermarci alle corse della bersagliera, a quella voce popolana sempre urlata, a quel coraggio che parte dal nulla: dove il possesso non esiste, e la vita corre sul desiderio di potersi esprimere, anche con i sentimenti.
Bersagliera, arrivederci.