MARTA HOEPFFNER, FOTOGRAFIA E AVANGUARDIA
E’ con soddisfazione e rispetto che incontriamo Marta Hoepffner, esponente dell’avanguardia tedesca, astrattista e sperimentatrice. A lei si deve la divulgazione dello strumento fotografico con l’apertura di una scuola privata che portava il suo nome. Cresce artisticamente nella Francoforte degli anni ’30, fulcro della modernità tedesca e contrapposta ai poli di Berlino e Weimar. Questa volta le fonti internet sono state imponenti, visto che i volumi storici in nostro possesso riportavano poche note su di lei. Si apre un ambito che è giusto frequentare ancora. Lo faremo.
Marta Hoepffner nasce il 4 gennaio 1912 a Pirmasens, in Germania. Nipote del dadaista Hugo Ball, ha studiato pittura modernista, grafica e fotografia alla Scuola d'Arte di Francoforte dal 1929 al 1933, con l'artista astratto tedesco Willi Baumeister. Francoforte era diventata il nuovo centro della modernità in Germania, rivaleggiando con le fiorenti scene culturali di Berlino e Weimar. Dopo aver studiato fotografia con Willi Baumeister, che ha insegnato ai suoi studenti il lavoro di László Moholy-Nagy, Man Ray e Herbert Bayer, Hoepffner si è rapidamente rivolta alla fotografia sperimentale. Il libro di Moholy-Nagy Painting, Photography, Film (1925) la spinse ulteriormente su questa strada. Grazie ai suoi studi, conosce le tecniche fotografiche delle avanguardie, come la solarizzazione, l'esposizione multipla, la doppia esposizione e il fotomontaggio, pur rimanendo legata al mezzo pittorico.
Con l'ascesa del nazismo e la sua antipatia per il modernismo, Marta mantenne segreto il suo lavoro sperimentale. Lasciò la scuola e si guadagnò da vivere realizzando storie illustrate per l'Illustrierte Zeitung e illustrazioni per Das Illustrierte Blatt (1936-1938), oltre a ritratti di soldati e personaggi pubblici.