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ERNA LENDVAI-DIRCKSEN E LA FOTOGRAFIA RURALE

Erna Lendvai-Dircksen nasce il 31 maggio 1883. È stata una fotografa tedesca nota per alcuni volumi che raccoglievano i ritratti d’individui rurali, colti in tutta la Germania. Durante il Terzo Reich, le sue fotografie furono utilizzate per promuovere l'ideologia razziale. Nello stesso periodo, le fu commissionato di documentare la nuova autostrada e gli operai che la costruivano.

I ritratti dei contadini di Lendvai-Dircksen si adattavano all'etica nazista, tranne per il fatto che nella sua pubblicazione iniziale quasi tutti i suoi soggetti erano vecchi, e in effetti descriveva chiaramente il danno ai loro corpi come un segno di autenticità. In seguito, ha ampliato la sua attenzione ai bambini. Non ha mai fotografato lo sport, per ragioni tecniche e personali.

Sebbene Lendvai-Dircksen sia stata chiamata "Erna bruna" per la promozione degli ideali nazisti nel suo lavoro sotto il Terzo Reich, i suoi ritratti possono essere paragonati al lavoro di Dorothea Lange o Walker Evans, come documentazione di persone povere. Anche Margaret Bourke-White ha fotografato i lavoratori sotto una luce eroica. Lo stesso principio di caratterizzare un paese attraverso le fisionomie della sua gente era condiviso da fotografi dell'era di Weimar come il progressista August Sander, nel suo Antlitz der Zeit (Il volto del nostro tempo).

Ci è piaciuto incontrare la fotografa tedesca. Al di là del contesto storico e dell’utilizzo delle sue fotografie, osservandole oggi si riconosce una poesia di fondo, la voglia della ricerca. Cerchiamo di prendere spunto da ciò che vediamo, dimenticando il resto.

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I BEATLES REGISTRANO WHITE ALBUM

30 maggio 1968, i Beatles iniziano le registrazioni dell’album che porta il loro nome, più conosciuto come “White Album“. Nel gran numero di brani al suo interno si trovano i vari temi della loro carriera dalle loro tipiche ballate alla pura sperimentazione. Come musicisti di supporto alla registrazione si segnala la presenza di Eric Clapton, Nicky Hopkins e Jackie Lomax.

Il nono album dei Beatles in sette anni è senza dubbio uno dei loro migliori. Senza grafica o testo oltre al nome della band in rilievo in lettere grigie sulla semplice copertina bianca, The White Album fu il primo che i Beatles intrapresero dopo la morte del manager Brian Epstein e il primo pubblicato dalla loro etichetta discografica, Apple.
Il progetto grafico della cover porta la forma di Richard Hamilton, una delle figure di spicco della pop art inglese.

Per quanto riguarda George Harrison, quando i Beatles registrarono le sovra incisioni sulla sua nuova canzone While My Guitar Gently Weeps, Eric Clapton aggiunse l'assolo di chitarra e divenne il primo musicista rock esterno a suonare in una registrazione dei Beatles. All’inizio Clapton era riluttante a unirsi a loro in studio, dicendo: «Nessuno suona mai sui dischi dei Beatles», ma Harrison lo convinse. George ed Eric erano diventati buoni amici nel corso degli anni, il che vide Clapton diventare un po' troppo amichevole con la moglie di Harrison, Pattie. L’ex chitarrista dei Cream alla fine sposò il primo amore di George e scrisse sia Layla che Wonderful Tonight sull’ex attrice e modella.

Anche Clapton amava i cioccolatini e il suo amico George scrisse Savoy Truffle come tributo alla dipendenza di Eric dal cioccolato: il titolo e molti dei testi provengono da una scatola di cioccolatini Good News di Mackintosh. A completare il contributo di Harrison c’era un’altra bella canzone, Long Long Long e la divertente Piggies.

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ANNETTE BENING, LA COMPOSTEZZA

Ci piace, Annette Bening; amiamo la sua compostezza. In trentacinque anni di carriera, ha interpretato i personaggi più diversi. In ogni ruolo, la sua è stata una presenza consistente, dominante.
L’attrice brilla nell’interpretare donne difficili, intelligenti e problematiche, complicate. Questa è la ragione per la quale ama recitare in teatro, a contatto col pubblico. Li emerge la sua fisicità, la compostezza recitativa, quasi sia necessario sincronizzare gesti e respiro, alla stregua di un atleta.

Ricordiamo Annette Bening nel film “Il presidente - Una storia d'amore” di Rob Reiner, al fianco di Michael Douglas. Non si tratta della sua pellicola più famosa, anzi. Lì veste i panni di un avvocato ambientalista, Sydney Ellen Wade, che irrompe all’interno della Casa Bianca, ma anche nella vita del presidente, il quale, attirato dalla franchezza della donna, se ne innamora perdutamente. Annette, nel suo ruolo, commette una gaffe dopo l'altra; ed è questo ciò che ci è piaciuto maggiormente, anche perché il tutto si mescola con una signorilità innata, composta potremmo dire.

La love story presidenziale provoca le manovre del senatore avversario, il quale scopre che dieci anni prima Sydney Ellen Wade (Annette, appunto) durante un corteo di protesta aveva bruciato la bandiera americana e utilizza questo fatto per screditarne l'immagine. L'idillio giunge al capolinea quando viene dimezzata la portata del trattato sull'ambiente, per il quale Sydney, da brava ambientalista, si era battuta col suo staff. Gli attacchi sempre più pesanti dell’avversario politico e l'abbandono della donna amata scatenano l'orgoglio del presidente, che reagisce in diretta televisiva, facendo riportare il decreto alla stesura originaria e promuovendo il disarmo che aveva promesso. La stampa, l'opinione pubblica e il senato reagiscono con entusiasmo e Sydney può riabbracciare l'uomo che ama e che ora stima. Questi avrebbe detto: «Perché l'uomo più potente del mondo non può avere l'unica cosa che più desidera?».

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MARIA CALLAS CANTA LA TRAVIATA

E’ il 28 maggio 1955, Maria Callas canta La Traviata al Teatro alla Scala di Milano.
Ci sarebbe piaciuto vederla, e anche ascoltarla, quella Traviata. Purtroppo la teatralità di Violetta (interpretata dalla Callas) possiamo solo immaginarla, anche se il suo fantasma ancora vive sul palco del Teatro alla Scala.

La traviata è un'opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto da La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio. E’ la storia di un amore impossibile tra Violetta Valéry e Alfredo Germont. Già il primo atto ne nasconde le insidie, dopo un preludio quasi tragico. Si percepisce un clima di festa, con Libiamo ne' lieti calici, ma al cuor non si comanda, perché Alfredo canta: «Un dì felice, eterea, mi balenaste innanze». Violetta cede, con una romanza che vale tutta l’opera: « È strano! È strano... Sempre libera degg'io».

Finirà male, quell’amore, come vuole il melodramma. La Traviata fa parte della trilogia popolare di Giuseppe Vardi, assieme al Trovatore e a Rigoletto. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853 e fu un fiasco.
Il compositore sostenne che la responsabilità dello scarso entusiasmo del pubblico non era imputabile alla musica, ma ai cantanti, reputati non altezza sia vocalmente che fisicamente. Verdi decise di non autorizzare altre messe in scena de "La Traviata" se i panni di Violetta, Alfredo e Giorgio Germont non fossero stati indossati da artisti fisicamente e tecnicamente adeguati ai ruoli.

La società borghese del tempo criticò fortemente l'opera, che fu rimaneggiata dalla censura e totalmente stravolta in alcune parti. Oggi è molto rappresentata in tutti i teatri del mondo.

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