FOTOGRAFIA DA LEGGERE …
Consueto appuntamento del lunedì con “Fotografia da Leggere”. Questa volta incontriamo un libro che indaga la storia della nostra passione: “Breve storia della fotografia” di Jean-A. Keim, edizioni Einaudi. La sua lettura risulta utile, anche se s’incontrano nomi ed episodi conosciuti. A trarne beneficio è la nostra consapevolezza, quella che può farci riconoscere il miracolo che accade quando premiamo il pulsante di scatto: lo stesso che in tanti hanno cercato durante la metà dell’800.
Leggiamo nella prima pagina: «La fotografia è essenzialmente un’immagine del mondo ottenuta senza che l’uomo vi svolga un’azione diretta. La mano umana non interviene a tracciare linee o a stendere colori; si limita a far scattare un apparecchio e a utilizzare prodotti chimici per lasciare che la luce soltanto riproduca una parte di quello che l’occhio scorge. Queste operazioni fisiche e chimiche, alle quali non partecipa, sembravano dare ogni garanzia di autenticità alla fedeltà della riproduzione».
Nella sinossi si legge: «I fotografi da Niepce a oggi, dalle esperienze in camera oscura ai mutamenti tecnici e alle ricerche sperimentali; l'ambiente sociale, la fotografia come mestiere, le ripercussioni culturali, letterarie, estetiche. In questo libro lo studioso francese Jean A. Keim affronta un ventaglio di questioni che fanno della fotografia un capitolo particolarmente vivace dell'esperienza culturale degli ultimi centocinquant'anni. In appendice un capitolo scritto appositamente da Wladimiro Settimelli, illustra le vicende italiane.