NADAR E GLI IMPRESSIONISTI
Parigi, mercoledì 15 aprile 1874. Il fotografo Felix Nadar apre le porte del suo studio, al 35 di Boulevard des Capucines, inaugurando la mostra di un gruppo di giovani pittori, riuniti sotto il nome di "Société anonyme des artistes peintres, sculpteurs, graveurs".
Boicottati dal Salon Ufficiale parigino, il gruppo, guidato da Claude Monet e composto tra gli altri da Cézanne, Degas, Pissarro e Renoir, decise di sfidare la massima istituzione artistica francese organizzando una mostra in proprio e in anticipo rispetto su quella del Salon: un gesto di rottura in linea con la portata rivoluzionaria della loro tecnica pittorica.
Il termine “Impressionisti” deriva dal titolo di un articolo, dispregiativo, del critico Louis Leroy, che prese spunto dal dipinto “Impressione, sole nascente” di Claude Monet, esposto, con altri, in occasione della mostra del 1874 presso lo studio del fotografo Nadar.
Il giornalista intitolò la sua recensione “La mostra degli impressionisti”. Per tutta risposta, i giovani pittori decisero da quel momento di adottare il nome di "Impressionisti", con cui entrarono nella Storia dell'Arte, influenzando profondamente le successive correnti artistiche di fine secolo e del primo Novecento.
Boulevard des Capucines divenne famoso anche anni dopo, il 28 dicembre 1895. Quel giorno, al Salon indien del Grand Café, vennero proiettati dieci cortometraggi dei fratelli Lumière, tra i quali il famosissimo “La Sortie de l’usine Lumière”. Se ai fratelli Auguste e Louis Lumière va il merito dell'invenzione della macchina cinematografica, è al loro padre Antoine (pittore e fotografo) che si deve l'intuizione che farà del film uno spettacolo di successo. È lui a lanciare l'idea della prima proiezione pubblica a pagamento.
Una curiosità: l’insegna che campeggiava sullo studio di Felix Nadar era stata creata proprio da Antoine Lumiére.