FOTOGRAFIA DA LEGGERE …
Consueto appuntamento del lunedì con “Fotografia da leggere”. Questa volta affrontiamo il tema dell’autoritratto, diffuso tra gli autori al femminile. Ecco quindi il libro che incontreremo: “Francesca Woodman, gli anni romani tra pelle e pellicola”, di Isabella Pedicini (Edizioni Contrasto).
«Non esistono autoritratti inutili. Raccontano tutti una storia; ma non dicono cosa è successo, dicono perché». Ciò che emerge dalle fotografie della Woodman è lo slancio e anche la determinazione della scelta, tra spazio e tempo: il primo è ben definito (spesso chiuso in un ambiente), il secondo enfatizzato dal quando e soprattutto dal come (frequenti sono i mossi). Al di là delle interpretazioni, femminismo e/o fotografia al femminile, ciò che si coglie guardando le immagini della Woodman è vera fotografia, pur se concentrata nell’autoritratto. Lei ha preso le distanze dalla vita, togliendosela; ma nelle fotografie che scorgiamo nel volume, come scrive l’autrice, si coglie un attaccamento al mondo, un forte abbraccio ad esso.
Il libro è ricco d’immagini, anche di autoritratti scattati da altre fotografe. Ci avvicina comunque alla fotografa americana, alla sua cultura, a una formazione attenta. Il mistero di una vita così breve rimane inalterato, ma nelle righe è possibile girarvi attorno, cercarvi una via d’accesso. «Cosa succede quando si volta la macchina verso se stessi?», si legge nel libro di Concita De Gregorio, «Uno spettacolare testacoda. Il mondo passa attraverso l’obiettivo, poi torna indietro a cercarsi». Apprezziamo anche questo nel libro che abbiamo tra le mani.