GAE AULENTI, ARCHITETTO INTELLETTUALE
A Milano c’è una piazza intitolata a suo nome. E’ adiacente al quartiere Garibaldi, al centro del complesso della Unicredit Tower: circolare, grande, moderna, dotata di pensiline fotovoltaiche per fornire energia alle tre torri che la sovrastano. Sarebbe piaciuta a Gae Aulenti? Forse, anche se lei guardava oltre, con uno sguardo internazionale. Diceva: «Per me era fondamentale partire per Buenos Aires e prendermi il tempo per passare dalla Bolivia di Che Guevara. Conoscere Parigi significava conoscere l'Europa... Non mi sono mai fermata».
La Aulenti era in primo luogo un intellettuale. I suoi progetti traevano ispirazione da un lavoro di ricerca letteraria, storica, artistica e persino musicale. Per questa ragione era in grado di modernizzare delicatamente, col garbo necessario, gettando un ponte tra i valori del passato e le potenzialità del futuro.
Oltre alle creazioni d’arredo, il suo lavoro l’ha portata a esprimersi in varie direzioni. Collabora anche con l’industria. Nel 1966 per Olivetti crea degli showroom fra cui Olivetti Shop (1966, Parigi, Francia). Nel 1968 per la fabbrica di automobili Fiat disegna allestimenti per esibizioni, stand commerciali e showroom; tra questi, quello di Zurigo, di Bruxelles in Belgio e di Torino.