SCARLETT, LA GIOVANE ADULTA
Bellissima, dall’incarnato chiaro e dorato, lo sguardo triste ma intrigante: questa è Scarlett Johansson. La popolarità dell’attrice è esplosa nel 2003 grazie a Lost in Translation di Sofia Coppola, nel quale ha recitato al fianco di Bill Murray. In quel film Johansson aveva solo 17 anni ma interpretava un personaggio – la neolaureata Charlotte – di cinque anni più grande. La sua fama poi si consolidava con i film di Woody Allen (Match point, 2005; Scoop, 2006; Vicky Cristina Barcelona, 2008), con i quali si affermava definitivamente per il suo talento naturale e la vocazione recitativa.
Di bellezze al femminile è pieno il cinema. Senza scomodare i mostri sacri (Marilyn Monroe e via dicendo), potrebbero esserne citati altri. Ecco che celebrare le qualità estetiche di Scarlett ci sembra banale. Emerge piuttosto un talento giovanile, da bambina prodigio, che forse l’ambiente stava rovinando, obbedendo solo a quell’occhio che vuole la sua parte. Registi importanti l’hanno pretesa nei loro lavori, anche quel Woody Allen che, pur con un’ironia di base, produce sempre dei cult. Anche i generi che ha frequentato risultano essere disparati, questo per dire che l’attrice non si è mai accontentata di vivere nella comfort zone. Bene così, quindi. Brava Scarlett.