ANDROGINA E TRASFORMISTA, DIVERSA
Negli anni trenta, Marlene Dietrich è stata la prima star a indossare abiti maschili. Lei quasi impose uno stile, con seguaci in tutto il mondo. Da allora si aprirono nuovi orizzonti, ma quel mix di serietà e trasgressione continuò a mietere successi, così il gioco con le norme di genere è entrato a far parte del fascino e del carisma di personaggi famosi, ammirati e imitati in tutto il mondo. Fotograficamente, anche Helmut Newton ha vestito spesso da uomo le sue modelle, per cui “il fare” androgino non deve meravigliarci.
Tilda Swinton, comunque, non è solo androgina. Certo, sin dagli esordi ha amato celarsi in abiti maschili, interpretando Mozart in "Mozart e Salieri" di Pushkin; ma in lei non emerge solo la trasgressione, bensì anche e soprattutto la capacità di trasformarsi, quasi in senso artistico: recitando in ruoli doppi o addirittura posando in istallazioni. L’aspetto esteriore l’ha aiutata molto in tal senso, ma di sicuro la sua è stata una risposta all’educazione ricevuta in gioventù.
Come risultato, eccola qui Tilda Swinton: bella, tanto, senza riuscire a percepirne la ragione, già nelle fotografie che vediamo. Volubile, diversa, forse ambigua, lei attira e ammalia senza tregua, perché cittadina di una diversità laterale, ancora da scoprire. Ci sarebbe piaciuto osservare Avedon di fronte al suo volto, ma forse stiamo chiedendo troppo anche alla nostra stessa immaginazione.