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FOTOGRAFIA DA LEGGERE …

Per la consueta rubrica del Lunedì, incontriamo ancora Ferdinando Scianna: fotografo illustre, ma anche valente scrittore. Il libro è “Il viaggio di Veronica”, sottotitolato “Una storia personale del ritratto fotografico” (Edizioni UTET, 2021). E qui sta il primo punto di grande interesse: l’autore si espone. In un periodo storico nel quale l’omologazione rappresenta, spesso e in molti campi, la soluzione più semplice, Scianna dice la sua, ovviamente con rigore scientifico e accademico: senza nascondersi, quindi, con coraggio e autorità.

Il volume ci ha appassionato sin dalla parte introduttiva, dove si descrivono gli ambiti del ritratto: «E’ una forma di relazione conoscitiva e affettiva tra gli uomini. Se non c’è coscienza di sé e dell’altro non ci può essere ritratto». Del resto: «Il ritratto coincide con la stessa storia della fotografia». Possiamo anche aggiungere che la fotografia ritrattistica ha anche raccontato le mutazioni sociali, culturali ed estetiche dell’uomo nel mondo, spesso anticipandole o addirittura favorendole.

C’è sempre un eco forte nelle parole dell’autore ed è la voce di Henri Cartier Bresson, il “Mozart” della fotografia (per noi molto di più, perché continuando con il paragone musicale, il fotografo francese si è spinto oltre, anche verso le grandi sinfonie dell’800). E’ lui a dire: «Non tutti i fotografi sono ritrattisti, nemmeno se sono i grandi interpreti dello scatto. Spesso lo sono di più gli umili autori del villaggio». E qui sta l’ultimo “paletto” posto da Scianna nel suo viaggio: fotografi, sì; ma ritrattisti è un’altra cosa.

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GERONIMO SI ARRENDE

4 settembre 1886. A Skeleton Canyon, in Arizona, Geronimo si arrende. Il capo Apache per più di trent’anni aveva tenuto testa all’esercito americano, che aveva impiegato 5000 soldati, centinaia di ausiliari e armamenti sofisticati. Geronimo diventerà un mito per la sua arte bellica. Il suo volto verrà cucito sui giubbotti dei paracadutisti americani.

Dopo la resa, egli viene imprigionato in Florida a Fort Pickens, e da qui trasferito, nel 1894, a Fort Sill, in Oklahoma. Divenuto celebre in età avanzata, partecipa a numerosi eventi locali (ma anche all'Esposizione Universale di Saint Louis del 1904), vendendo fotografie ispirate alla sua vita, ma non riesce mai a ottenere la possibilità di tornare nella sua terra d'origine.

Muore 17 febbraio 1909, a causa di una polmonite. Le sue ultime parole sono state: «Non avrei mai dovuto arrendermi; avrei dovuto combattere fino a quando non fossi rimasto l'ultimo uomo vivo».

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I 200 METRI DI LIVIO BERRUTI

Le Olimpiadi di Roma si sono tenute nella capitale dal 25 agosto all'11 settembre 1960, forse le più belle della storia. Epici sono rimasti i nomi dei partecipanti del tempo: Wilma Rudolph, Cassius Clay, Nino Benvenuti, Abebe Bikila (che correva la maratona scalzo), e i fratelli D’Inzeo. Roma si era già aggiudicata l'organizzazione dei Giochi Olimpici del 1908, ma a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 1906 rinunciò a tale evento, cedendo l'onore dell'organizzazione alla città di Londra. In precedenza soltanto un'altra città italiana era stata sede di evento olimpico: Cortina d'Ampezzo nel 1956, con i VII Giochi olimpici invernali.

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GIMONDI CAMPIONE

2 settembre 1973. A Barcellona Felice Gimondi diventa Campione del mondo di ciclismo su strada, vincendo in volata su Freddy Maertens e Luis Ocana, ma soprattutto battendo il grande favorito, il belga Eddy Merckx, il rivale di sempre, la sua bestia nera. Felice è sul tetto del mondo, come Alfredo Binda, Learco Guerra, Fausto Coppi, Ercole Baldini e Vittorio Adorni prima di lui.

Nato a Sedrina, all’imbocco della val Brembana (BG), il 29 settembre 1942, muore in Sicilia (era in vacanza) a 76 anni, il 16 agosto 2019. Sportivo di fama mondiale, è stato professionista dal 1965 al 1979, un campione di grande profilo: completo, capace di vincere in salita, a cronometro e anche in volata. È uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri: il Giro d’Italia (per tre volte, nel 1967, 1969 e 1976), il Tour de France (nel 1965) e la Vuelta a España (nel 1968). Ha vinto anche un Campionato del Mondo nel 1973.

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