Skip to main content

GRETA GARBO, “FEMME FATALE”

Greta Garbo vive prima di noi, ma è stata un’icona, che spesso compare alla TV in qualche corto rappresentativo dei suoi anni. Attrice, diva, leggenda, affascina per la sua vita, spesso nascosta e clandestina, come l’uscita dal cinema e dalla scena dell’esistenza. Sfuggente e misteriosa, è bello ripercorrerne le gesta: da ragazza comune a donna fatale, dalla bottega di un barbiere a commessa nei grandi magazzini, fino alle prime pubblicità; dopo i film muti, ecco i primi ruoli di ammaliatrice, divina e intrigante.

Greta ha anche amato, tanto; e fece innamorare di sé donne e uomini di tutto il mondo: Mimi Pollak, compagna (e amante) giovanile, fino alla Dietrich, anche lei amante, amica e poi rivale.

A un certo punto, Greta volta le spalle a Hollywood e comincia il suo viaggio intorno al mondo, portandosi dietro tutto il suo mistero, da vera “femme fatale”.

Continua a leggere

RICORDANDO GIO PONTI

Gio (Giovanni) Ponti, architetto e designer milanese, nasce a Milano il 18 novembre 1891. Si laurea in Architettura nel 1921 al Politecnico di Milano, dopo la chiamata alle armi per la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1923 Gio Ponti partecipa alla Biennale di Arti Decorative a Monza; successivamente viene coinvolto nell'organizzazione delle varie triennali che si svolgono a Monza e Milano.

Negli anni '20 collabora con l'industria ceramica Richard Ginori, rielaborando complessivamente la strategia di disegno industriale della società. Con le ceramiche vince il "Gran Prix" all'Esposizione di Parigi del 1925. In questi stessi anni fonda (1928) la rivista "Domus", testata che non abbandonerà più, fatto salvo un breve periodo durante la seconda guerra mondiale. Sul periodico, ricordiamolo, scriverà anche William Klein durante la sua parentesi milanese. "Domus" assieme a "Casa bella" rappresenterà il centro del dibatto culturale dell'architettura e del design italiano della seconda metà del Novecento.

Gio Ponti organizza nel 1933 la quinta triennale a Milano, disegna le scene e i costumi per il teatro La Scala, partecipa all'ADI (Associazione del Disegno Industriale) ed è tra i sostenitori del premio "compasso d'oro" promosso dai magazzini La Rinascente. Nel 1936 gli viene offerta una cattedra presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, incarico che manterrà fino al 1961.

Continua a leggere

OLIVER STONE, CINEMA E POLITICA

Oliver Stone ha impegnato le nostre vite, proponendosi nel tempo come regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Amato e detestato, Oliver Stone rimane il personaggio più discusso di Hollywood. Nazionalista e anti americano, nel corso della sua carriera ha tracciato un ritratto variegato degli USA, mettendo a nudo i buchi del sistema. Ha diretto, "Platoon" (1986), "Talk Radio" (1988), "Nato il 4 luglio" (1989), "JFK - Un caso ancora aperto" (1991, otto candidature all'Oscar), "Assassini nati" (1994), "Nixon" (1995, quattro candidature all'Oscar) e "U-Turn". Ha sceneggiato, fra l'altro, anche "Evita" e "Fuga di mezzanotte". Candidato complessivamente a undici Premi Oscar come sceneggiatore, regista e produttore (tre quelli vinti, per la sceneggiatura di "Fuga di mezzanotte" e per la regia di "Nato il 4 luglio" e "Platoon"), di lui si può dire che abbia contribuito, con il suo lavoro, all’evoluzione della settima arte.

Continua a leggere

AMY WINEHOUSE, IN UN LIBRO

Ci manca, Amy Winehouse, musicalmente e come icona. Lei ha creato uno stile interculturale, trasversale nei generi. Ha sperimentato un mix eclettico di jazz, soul, pop, reggae, world beat e R&B. Aveva una capacità speciale di incanalare dolore e disperazione nelle sue esibizioni. La sua voce, il fraseggio e la pronuncia a volte suonavano come un mix tra Billy Holliday, Dinah Washington e Sarah Vaughan.

Il fotografo Blake Wood ha incontrato Amy Winehouse all'apice della sua carriera e per due anni sono diventati inseparabili. In 150 fotografie a colori e in bianco e nero, il libro che incontriamo registra il loro tempo insieme, che abbraccia momenti privati a Londra, Parigi e St. Lucia. Queste fotografie inedite catturano un lato raro e più leggero di questa icona che già ci manca e sono un intimo omaggio a Winehouse come lei voleva vedere se stessa.

Continua a leggere