LA ROSE DEL TITANIC
Kate Winslet non ha mai amato i ruoli commerciali, rifiutando anche parti importanti. Eppure è diventata, in pellicola, Rose DeWitt Bukater, una ragazza aristocratica che s’innamorerà di Jack (Leonardo di Caprio) durante il viaggio tragico del Titanic. Per quella parte Kate ha vinto una fitta concorrenza, ma è difficile immaginare un’altra nei panni di Rose, perché pronta all’amore con ingenuità e decisione, reale nel manifestare quel sentimento che la travolge prima delle stesse idee.
Rose ha diciassette anni, una madre egoista, un fidanzato facoltoso (ma noioso) e una vita pianificata. Imbarcata sul Titanic, e insoddisfatta del futuro sposo, incontra Jack, romantico disegnatore della terza classe, che ha vinto a poker un biglietto per l'America. Rose e Jack s’innamorano, senza ritegno, perché sono al posto giusto, su una prua che li avrebbe accompagnati oltre l’orizzonte delle loro vite. Il Titanic, però, è colpito al cuore da un iceberg e affonda, assieme al futuro dei due giovani amanti. Ottantaquattro anni dopo l'ultracentenaria Rose, scampata al naufragio e sopravvissuta a Jack, racconterà la meraviglia di un amore tra diversi per provenienza sociale e la stupidità di un mondo che continuamente divide l’umanità in classi.
Anche noi vorremmo essere sulla prua di una nave, come Jack e Rose, capaci di un amore estremo e imprevedibile, che ci spinga oltre, al di là dei confini, delle convenienze, dei luoghi comuni che troppo spesso ci hanno condizionato. Eppure forse è stato così, almeno per i più fortunati.