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FOTOGRAFIA DA LEGGERE …

Consueto appuntamento del lunedì con fotografia da leggere. Questa volta ci rivolgiamo a un regista cinematografico, che ha unito immagini e parole, in un libro dal titolo “Una volta”. Questo è un lavoro del maestro del cinema Wim Wenders, pubblicato per la prima volta nel 1993. Presenta più di trecento fotografie dello stesso Wenders disposte per sequenze e accompagnate da sessanta piccole storie, scritte dal regista stesso, che iniziano tutte con il medesimo incipit: “Una volta”.

Il libro è introdotto da un nuovo testo di Leonetta Bentivoglio, seguito da un lungo dialogo fra la giornalista e Wim Wenders, in cui i due ragionano dei temi legati ai legami tra le immagini e le parole, al cinema, ai viaggi, all’amore e alla solitudine. Seguono sessanta storie, in cui si alternano testi e fotografie, che dialogano tra loro in un viaggio straordinario attraversando paesi differenti.

Le storie del volume sono brevi istantanee narrative, reliquie del presente o rovine del nostro tempo che non custodiscono memoria né portano tradizione. Wenders ci mostra il paesaggio della nostra epoca, luoghi e situazioni dove viviamo i nostri rapporti con gli altri e dove ambientiamo i nostri sentimenti.

“Una volta” di Wim Wenders. Edizioni Contrasto, 2015

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NASCE FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD

La vita di Francis Scott Fitzgerald somiglia per certi aspetti a quella di Gatsby, l’interprete del suo romanzo più famoso. E’ brillante, intelligente, alla moda. La sua relazione con Zelda fa di lui un letterato bohémien. Sono una coppia di giovani (si sposano quando lui ha 24 anni e lei 20). Tutti li invidiano, tutti li desiderano.

Francis e Zelda vivono anche a Parigi e in Costa Azzurra, amano fare festa, spendono e non si preoccupano del domani. Lentamente, il baldo giovane inizia a spegnersi e la sua vita va verso la tragedia. Anche il rapporto con Zelda ne risente. In più, la donna va incontro a un esaurimento nervoso e viene portata in una clinica psichiatrica. Lei e Scott continuano a essere sposati, ma non vivono più insieme e s’inviano intense lettere d’amore. Entrambi moriranno presto.

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RAY CHARLES, “THE GENIUS”

Ray Charles è stato un pioniere della musica soul, integrando R&B, gospel, pop e country per creare successi come “Georgia on My Mind”, la cover di un brano composto da Hoagy Carmichael (lo stesso di stardust), che ascoltiamo spesso, soprattutto in auto. Ne apprezziamo tutta l’ambiguità che “the Genius” riesce a esaltare: si parla di un amore o dello stato USA? Non importa saperlo, ognuno può rispondere come vuole. Rimane la magia che Ray riesce a trasferirci, quale interprete del soul.

Ray poi era il sorriso, e anche quello sguardo nel nulla nascosto dagli occhiali neri. Lo ricordiamo in una scena memorabile del film “The Blues Brothers”, quando canta “Shake a Tail Feather”. Lui interpreta un commerciante di strumenti musicali e, per dimostrare il valore di una tastiera, inizia a suonare. Un rif introduttivo, poi parte il ritmo; e la scena si apre all’esterno. Ballano tutti.

Un tragico destino giovanile potrebbe aver conferito a questo musicista un'accresciuta sensibilità, persino una maggiore attenzione nei confronti dei doni musicali ricevuti. Qualunque cosa sia stata, Ray Charles ha rivoluzionato la musica americana, diventando una leggenda.

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UN APPUNTAMENTO CON LA VITA

Ornella è sempre stata "differente", fuori dal coro, curiosa, anticonformista nella vita come nelle professioni. Donna elegante e ricca di fascino, ha guardato in avanti di continuo, forse anche inconsapevolmente; percorrendo molteplici esperienze. C’era sempre qualcosa, o qualcuno, ad aspettarla: tra musica, TV, teatro; o forse era lei ad attendere, un po’ come nella canzone, «Sto aspettando quando a un tratto ti vedrò spuntare in lontananza. Amore, fai presto, io non resisto». Nel brano si racconta la lunga attesa della persona con la quale la protagonista ha fissato un appuntamento. La speranza è che arrivi, potendo così riscattare tutto quello che ha vissuto nel passato sentimentale. Ci sono state delusioni e sofferenza; ma quando arriva la sera, ecco la scelta di tornare a casa e alla propria “triste vita”, distrutta “tra le dita” dell’amato.

Gli spettatori l’hanno ritrovata spesso, senza attendere, in Teatro o alla TV; il più delle volte rinnovata, con un cipiglio maturato con l’età. E’ rimasta la voce, unica (il titolo di un suo disco), suadente e affascinante, come quella di chi aspetta o fa aspettare.

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