COME I TRENI A VAPORE
Siamo a Cremona, nel teatro Amilcare Ponchielli, compositore melodrammatico, famoso per aver composto l’opera “La Gioconda”. E’ il 1993, e Ivano Fossati tiene due concerti il 2 e il 4 marzo, con dei musicisti d’eccezione (da appassionati ricordiamo Armando Corsi alla chitarra). Ne nascono due CD straordinari, “Buontempo” e “Carte da Decifrare”, che contengono l’intero concerto. In una nota Fossati scriverà: «Le registrazioni contenute in questi album non sono state sottoposte a rielaborazioni posteriori, ma sono la fedele testimonianza, nel bene e nel male, di ciò che le nostre forze ci hanno consentito di fronte al pubblico del Teatro Amilcare Ponchielli». Gli arrangiamenti sono raffinati, suggestivi. Ivano Fossati emerge come uno degli autori più colti e completi del panorama musicale di casa nostra.
1993 vuol dire anni “novanta”, un periodo storico di grandi cambiamenti: cadono le frontiere e gli ambienti politici si sovvertono. In Italia impazza l’inchiesta mani pulite. Nonostante tutto, la musica assume toni maggiormente dignitosi; e quella di Fossati, proprio a Cremona, si propone rinnovata, convincente, dalle sonorità inconsuete, che ne esaltano le parole. Già, tutto cambia, ma “quest’inverno passerà”. “Come i treni a vapore, di stazione in stazione, e di porta in porta, e di pioggia in pioggia, e di dolore in dolore, il dolore passerà”. Come i Treni a Vapore, appunto.