MATT DAMON, IL SOLDATO DA SALVARE
Dopo lo sbarco in Normandia, a un gruppo di soldati americani guidato dal Capitano Miller (Tom Hanks) viene assegnata una pericolosa missione: trovare una giovane recluta, il soldato Ryan (Matt Damon), dispersa nell'entroterra francese e farla rientrare in patria, dopo che i suoi tre fratelli avevano tutti perso la vita durante il conflitto.
“Salvate il soldato Ryan” è il film al quale stiamo facendo riferimento e porta la firma di Steven Spielberg. Il lavoro vincerà cinque premi Oscar, tra i quali quello di regia e fotografia. La pellicola apre con un’iperrealistica (anche troppo) sequenza di venti minuti dedicata allo sbarco. Subito dopo, la ricostruzione storica cede spazio alla vicenda umana, e solleva interrogativi profondi sul valore della vita di ogni individuo durante la guerra, grazie anche a una caratterizzazione dei personaggi toccante e profonda. Tutti gli attori si manifestano all’altezza: a partire dall'ottimo Tom Hanks, per arrivare al nostro Matt Damon.
Salvate il soldato Ryan: la storia vera
Il soldato Ryan nella realtà si chiamava Frederick Niland, detto Fritz, ed era nato nello stato di New York, da una famiglia di origini irlandesi. All’entrata in guerra degli Stati Uniti, Frederick e i tre fratelli, Bob, Preston ed Edward, si arruolarono e raggiunsero il fronte. Edward, creduto erroneamente morto, fu fatto prigioniero in un campo di prigionia della Birmania, mentre Preston e Bob persero subito dopo il D-Day. Frederick, l’unico superstite, venne riassegnato a un’unità non combattente. Si trattò di un estremo atto di pietà compiuto nei confronti degli altri fratelli Niland, morti per la patria. Alla fine della guerra Frederick Niland verrà insignito della Bronze Star per il servizio offerto all’America.