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[L’ESISTENZIALISMO DI JEAN-PAUL SARTRE]

Jean-Paul Charles Sartre, scrittore, romanziere, attivista politico, biografo, critico letterario e filosofo, nasce il 21 giugno 1905 a Parigi. E’ stato una figura di spicco dell'esistenzialismo e della fenomenologia del XX secolo. I suoi contributi filosofici, la critica letteraria, la creatività del pensiero e un'attiva lotta politica nell'ultima parte della sua vita gli valsero il riconoscimento mondiale. Conosciuto anche come il padre dell'esistenzialismo, le idee di Sartre si sono aggiunte in modo significativo ai circoli intellettuali dopo la seconda guerra mondiale.

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[JEAN DIEUZAIDE, IL FOTOGRAFO DI TOLOSA]

Jean Dieuzaide si è dedicato completamente alla fotografia: come interprete e organizzando uno spazio espositivo a Tolosa. Frequentava molti fotografi, con i quali strinse stretti legami di stima e d’amicizia. I suoi archivi costituiscono una galleria dei volti di coloro che hanno fatto fotografia dagli anni Cinquanta in poi: Steichen, Brassaï, Lartigue, Ansel Adams, Sudre, Doisneau, Boubat, Ronis, Clergue, Cartier-Bresson, Burri, Riboud, Robert Frank, Ralph Gibson, Koudelka, Sieff , Plossu, Le Querrec, Salgado, Depardon, Newton, Newman, Erwitt, Korda, Gisèle Freund, Eugène Smith, Friedlander, Klein, Michals, Alvarez Bravo, Kertész e molti altri. Dieuzaide ha dato un volto agli interpreti della fotografia, dentro la quale lui stesso ha operato, con talento e passione, addirittura in vari ambiti. Basta cercare un suo libro per comprendere il valore del lavoro che ha portato avanti, da umanista e non solo. Oggi lo incontriamo con piacere.

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[KATHLEEN TURNER, BELLA E PERICOLOSA]

Nel film “La guerra dei Roses” (1989), ci ha fatto angosciare. Il suo rivale nella contesa era Michael Douglas, che ai nostri occhi non è riuscito a competere con la lucida cattiveria di Kathleen Turner. E pensare che l’attrice ci aveva abituato a ruoli più confortevoli ne “All’inseguimento della pietra verde” e in “Il gioiello del Nilo” (il proseguimento del precedente). Nella bellezza della Turner c’è qualcosa di misterioso, oscuro, forse ambiguo. Non c’è arrendevolezza, nel suo sguardo, e nemmeno decisione; solo il senso di un destino funesto che sta per accadere. Purtroppo.

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[ISABELLA ROSSELLINI, LA PIU’ DESIDERATA]

Bella e brava: quasi per forza. Isabella Rossellini è figlia d’arte e la sua nascita ha rappresentato un debutto, tra cinema e moda. A settant’anni possiamo definirla una diva? O una top model? Forse no, ma l’hanno desiderata in tanti: sul grande schermo o davanti l’obiettivo della fotocamera. Di certo, non ha mai posseduto l’atteggiamento della “vamp”, così ha mostrato sempre l’essenza di ciò che era, senza anteporre un’immagine precostituita. Anche quando l’abbiamo vista presentare Master of Photography, il suo modo si porsi era quello consueto: nei tempi, nei modi, nelle cadenze. Diciamo che ha saputo fondere recitazione e posa in un tutt’uno che si esaltava. In fotografia, tanti si sono scomodati per lei: differenti per stile e generazione, da Horst P Horst a Robert Mapplethorpe; questo per dire che non è mai diventata di moda, come tante ben note “top”. Alcuni marchi di bellezza l’hanno utilizzata per anni, pur col tempo che passava, perché la sua bellezza risultava confortante, quasi rassicurante. E qui arriviamo al punto: era (ed è) bella Isabella Rossellini? La risposta è semplice: sì, molto; perché misteriosa, suadente, tutta da scoprire e interpretare. Per un fotografo può diventare il soggetto ideale, e i fatti lo dimostrano.

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