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[L’ULTIMO GLADIATORE]

Russell Crowe, è a suo agio nell'impersonare un'enorme varietà di emozioni: da una dolcezza disarmante, fino una brutalità minacciosa e palpabile. Tale qualità appartiene solo ai grandi attori. Russell Crowe mette in mostra inoltre una virilità di vecchio stampo, rara a trovarsi, oggi, nel cinema americano e anche altrove. Ci viene in mente, per assonanza, Kirk Douglas nel film “Spartacus”, il capolavoro di Stanley Kubrick (1960) capace di vincere 4 Oscar e un Golden Globe. La mascolinità è la stessa.

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[UN INTRECCIO DI STORIE]

Il 6 aprile 1820 nasce Gaspard Félix Tournachon, in arte Felix Nadar (alcune fonti riportano il 5 aprile). Abbiamo parlato spesso di lui, soprattutto in relazione alle celebrità che ha fotografato (Victor Hugo, Jules Verne, Charles Baudelaire, Gioacchino Rossini). Felix Nadar è stato un grande ritrattista, forse il migliore; ma lo ricordiamo anche come un visionario, una personalità cioè capace di guardare oltre, persino a livello imprenditoriale, se pure con degli esiti discutibili. Cercheremo di mettere insieme delle storie che lo riguardino, anche indirettamente; tentando di costruire uno sguardo allargato su un’era ormai distante da noi, ma dagli stimoli significativi.

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[BETTE DAVIS E I SUOI OCCHI]

Gli occhi di Bette Davis hanno composto il titolo di una canzone, “Bette Davis Eyes” appunto; un singolo di Kim Carnes del 1981, che nella timbrica della voce ricorda molto Rod Stewart.

Dopo verranno menzionati molti film, ma noi vogliamo ricordare “Angeli con la pistola”, di Frank Capra (1961). Si tratta di una pellicola “ottimista”, passata spesso in TV. Lì Bette Davis impersona una povera venditrice di mele, che con l’aiuto di un malavitoso dovrà sembrare ricca, questo per accogliere con le dovute maniere il fidanzato della figlia, un nobile spagnolo. L’attrice si trova bene in entrambi i ruoli, molto distanti tra loro.

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[DE GREGORI, MUSICA DA GUARDARE]

Francesco De Gregori ha accompagnato musicalmente la vita di molti, con i suoi testi criptici, spesso inspiegabili a un primo ascolto. Il tempo ha svelato tante cose, perché le frasi del cantautore diventavano immagini, quasi dei tagli dell’esistenza per riflettere ancora, una volta di più. Alice, Rimmel, Viaggi e Miraggi potranno affiancarsi ancora alle nostre idee e diventare fotografie del nostro tempo, perché per la musica c’è tempo, del resto: “Se ci fosse la luna, si potrebbe cantare”.

[“Quattro cani", LP Rimmel 1975]

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