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[ROBERTO BOLLE, DANZA E LIBERTA’]

Roberto Bolle è sorprendente: alto, fisico d’atleta, espressività scenica, sorriso. Andrebbero aggiunti i successi, i premi, il fatto di essere contemporaneamente Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell'American Ballet Theatre di New York, nonché Guest Artist al Royal Ballet. E’ però il suo sorriso a rapirci, quella facilità al sacrificio che lo porta a divulgare la sua danza oltre i teatri, in TV, nelle interviste. Il ballo classico, troppo spesso rinchiuso nella sua tradizione, trova col ballerino piemontese un respiro nuovo, moderno, senza concedersi licenze tecniche. E’ la forza della libertà, quella vera: fatta di diritti e doveri. Va bene tutto, ma ci sarà sempre un pubblico ad aspettarlo, al quale verrà dedicato quel sorriso che chiude un’espressione tecnica irraggiungibile ai più. Danza e libertà, dicevamo: il cerchio si chiude.

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[LA REGINA DEL SOUL]

Non vogliamo sprecare aggettivi, perché non basterebbero. Aretha Franklin, “Regina del Soul”, ha cantato di tutto e avrebbe potuto fare di più, sempre aggiungendo a ogni brano l’impronta stilistica che le apparteneva. L’abbiamo vista nel film "The Blues Brothers", mentre recitava cantando “Think”; ma anche con un’orchestra operistica alle spalle, per cimentarsi in “Nessun dorma”, dalla Turandot di Puccini. Sostituì, in quell’occasione, Luciano Pavarotti colto da malore. Il suo “All’alba vincerò” (pezzo eminentemente tenorile) mette i brividi. E di albe vincenti Aretha ne ha viste tante, sin da quando cantava in Chiesa. Come dire: Regine si nasce.

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[VITA SPERICOLATA, CON STILE]

“Voglio una vita esagerata, Voglio una vita come Steve McQueen”, così cantava Vasco Rossi nel 1983. In realtà il cantautore, nella canzone avrebbe voluto un’esistenza spericolata, ma “esagerata” ci sta bene; perché l’attore ha fatto tendenza nell’abbigliamento e negli accessori. Non vogliamo citare le marche (non ci compete), ma i pantaloni chiari de “La grande fuga” sono entrati nel guardaroba dei giovani “cool”. Lo stesso può dirsi per le giacche da moto, i giubbotti di pelle trapuntati, i montoni e le magliette polo. Orologi di classe e occhiali da sole (fantastici quest’ultimi) completano il “look” di Steve, tutto portato con disinvoltura su automobili da urlo.

Non vogliamo però ridurre il valore dello Steve attore, che ha occupato nella filmografia uno spazio tutto suo: quello del duro in semplicità, come se fosse facile esserlo. Lui però era così, e ha riportato sullo schermo parte della sua vita. Il “look” è arrivato dopo, per un divo (bello, non c’è che dire) senza forzature.

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[JOAN CRAWFORD, NELLA VITA COME SULLO SCHERMO]

Con Joan Crawford facciamo un salto indietro, forse un po’ troppo lungo. Lei è stata un’attrice drammatica, ricordata (forse) nella TV in bianco e nero. I suoi ruoli prevedevano sempre una donna spavalda, sfrontata, pronta a tutto per il successo; e lei è stata così anche nella vita. Ci lascia però delle buone fotografie, dalla firma celebre (Steichen in testa), quando era l’immagine a forgiare la diva, forse prima del successo al botteghino o negli articoli della critica. Erano gli anni durante i quali il tempo si consumava lentamente, proponendo però dei cambiamenti repentini senza possibilità di ritorno. E allora rimane proprio la fotografia a suffragare un successo, nonostante le sterzate improvvise di gusti o tendenze.

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