LO SCRITTORE FOTOGRAFO
Lo confessiamo: è stata una scoperta occasionale. Carl Van Vechten non era nei nostri pensieri, essendo saltato fuori quasi dal nulla nel mare magnum della rete. Bene così, comunque; anche perché la curiosità suscitata fa parte della fotografia al pari di altre qualità necessarie. Ci troviamo di fronte a uno scrittore fotografo, che peraltro inizia a scattare tardi nella vita, a cinquantadue anni: straordinario! Non desideriamo entrare nel solito circolo vizioso circa il rapporto tra immagine (scattata) e letteratura: ne abbiamo già parlato. Tra l’altro, non siamo riusciti a trovare nulla che ci spiegasse le ragioni di una scelta così radicale (la fotografia al posto della scrittura), portata avanti in tarda età. Carl ci ha sorpreso in questo, confermando però ciò che pensiamo circa l’arte dello scatto: una pratica “trasversale” in grado di farci contaminare da altre forme di espressione. Con la fotocamera in mano, o con l’idea d’averla, osserviamo diversamente, comprendiamo, cerchiamo, sogniamo anche; e forse a Carl è successo proprio questo: ha iniziato a guardare le persone (era ritrattista) con maggiore intimità e attenzione.
C’è poi dell’altro: dal 1839 a oggi, il mercato fotografico non ha mai consentito un facile accesso a tutti gli autori. Lo stesso potrebbe dirsi per la fama, assolutamente non democratica in ambito fotografico. Insomma: la celebrità è sempre stata per pochi, al di là dei lavori prodotti. Questo per dire che ci sono tanti archivi da scoprire e molti fotografi (sconosciuti) ai quali dedicare i favori di una ribalta. C’è sempre da imparare, non solo di fronte ai grandi nomi. Ogni autore racconta una storia, anche con la propria vita.