Skip to main content

NASCE ALMA LAVENSON

Contemporanea di Dorothea Lange, Margaret Bourke-White e Marion Post Wolcott, Alma Lavenson ha iniziato a fotografare nel 1918 e ha continuato a lavorare fino alla sua morte, giunta all'età di 92 anni. I suoi ritratti, nature morte, fotografie industriali e architettoniche riflettono lo sviluppo e le tendenze in fotografia in un arco di settant’anni.

La vita spesso è fatta d’incontri. È il 1930 e Alma Lavenson ha in mano una lettera di presentazione di un amico di famiglia. La missiva è indirizzata a Edward Weston e Alma si reca a Carmel, nel sud della California, proprio per incontrare il famoso fotografo. Lei aveva fotografato intorno a Oakland, dove è cresciuta, e sperava che il signor Weston potesse criticare il suo lavoro. Le sue immagini, per via delle lenti soft-focus, presentavano un effetto sognante. Il signor Weston si è complimentato per il formalismo compositivo, ma le ha suggerito fermamente di abbandonare il suo stile. Deve essere stato difficile per la signora Lavenson sentirsi dire quelle parole, ma forse non ne rimase sorpresa: Weston voleva le fotografie nitide e stava abbandonando il pittorialismo.

La signora Lavenson ha ascoltato il consiglio del signor Weston, intraprendendo una carriera straordinaria, anche se non conosciuta come meriterebbe. Poco dopo aver incontrato Mr. Weston, Alma ha iniziato a fotografare architetture, macchinari e nature morte, mettendo in evidenza le proprie qualità formali.

Un giorno, la signora Lavenson si è sposata, iniziando a crescere una famiglia. Ha continuato a esporre opere per tutta la vita, ma la fotografia non sarebbe mai più stata il suo unico obiettivo. Ancora oggi, sebbene le donne abbiano raggiunto un grado di libertà e di uguaglianza molto maggiore sul posto di lavoro, l'equilibrio tra famiglia e carriera si rivela difficile.

Continua a leggere

HAPPY BIRTHDAY, MR. PRESIDENT

Era il 19 maggio 1962 e Marilyn Monroe portava gli auguri di buon compleanno al Presidente degli Stati Uniti. Era in anticipo di 10 giorni: John F. Kennedy avrebbe compiuto 45 anni il 29 dello stesso mese. Il Partito Democratico voleva organizzare una super raccolta fondi al Madison, di New York City; quindi avevano bisogno non solo dello stesso JFK, ma anche di qualcosa in più, che arrivò con la canzone sensuale, "Buon compleanno, signor Presidente ..." cantata dalla star bionda.

Marilyn Monroe era così: di volta in volta, aggrappandosi a quella che veniva chiamata la sua carriera, ha fatto cose inverosimili, che soddisfacevano i sogni maschili.
Si potrebbe dire che l’attrice abbia mostrato di continuo solo il suo vittimismo, e anche la sua malinconia; ma forse è meglio intuire la gioia nel compiere quelle azioni assurde, nei momenti giusti. Quel 19 maggio non poté fare a meno del conforto che veniva dai sussulti del Madison Square, quando entrò nella luce di platino, in un vestito che avrebbe potuto essere dipinto su di lei. Quello è stato forse il suo momento più bello, il più spericolato, e lei lo sapeva bene, anche se l'estate del 1962 sarebbe diventata il suo inferno. Nella stessa stagione, con Bert Stern, avrebbe scattato alcune fotografie nelle quali lei era seminuda. Quella sarebbe diventata la famosa "ultima seduta". Lì lei sembra raggiungere una bellezza più attraente, per il fatto di essersi liberata dai tanti stereotipi che le avevano reso faticosa tutta la vita.

Si dice che Marilyn Monroe e JFK abbiano avuto una breve relazione nel marzo dello stesso anno, dopo una festa con Bing Crosby. Dopo quella serata al Madison non si sarebbero più visti. “Fare l'amore con il presidente sotto gli occhi di quaranta milioni di americani", ha anche segnato la fine delle loro relazioni.

Continua a leggere

NASCE MATHEW BRADY

Mathew Brady è nato a Warren County, New York, il 18 maggio 1822. E’ stato un padre del fotogiornalismo. Fu il più grande fotografo storico americano del 19 ° secolo, e senza dubbio quello preferito da Abramo Lincoln. Nessuno più di lui potrebbe affermare di aver scattato più fotografie d’importanti personaggi storici nel corso del 19° secolo.

Mathew Brady fu il primo a documentare fotograficamente la guerra civile americana. Durante tutta la guerra, Brady spese cifre enormi per produrre scatti e stampe che riguardassero il conflitto. Si aspettava un aiuto da parte del governo americano, che non arrivò mai. Fu così costretto a vendere il suo studio a New York, il che volle dire la bancarotta. Brady cadde in depressione, anche per via del decesso della moglie (1887), e trovò rifugiò nell’alcool.
Mathew Brady visse gli ultimi mesi della sua vita in una pensione, tutto solo, malato e indigente. È stato lasciato senza un soldo e non apprezzato, anche se ha dedicato tutta la sua vita per preservare e perpetuare la storia del suo paese. Alla fine dei suoi giorni Brady, parlando delle fotografie che ha scattato, e disse: «Nessuno saprà mai cosa mi sono costate, alcuni di esse quasi le ho pagate con la vita».

Alle cinque il 15 gennaio 1896, Mathew Brady morì, da solo e dimenticato. È sepolto nel cimitero del Congresso a Washington. Il suo amore per la vita e il suo paese vivranno per sempre nei cuori e nelle menti di milioni di persone in tutto il mondo per tutti i tempi a venire.

Continua a leggere

BALTERMANTS, L’OCCHIO DELLA NAZIONE

Lo avevamo detto: la metà di maggio è ricca di avvenimenti e personaggi interessanti. Oggi incontreremo un fotografo polacco, Dmitri Baltermants, nato il 13 maggio del 1912. Lui è stato uno dei fotografi le cui opere hanno ricevuto il più alto livello di riconoscimento in URSS e senza dubbio rimane uno dei grandi riferimenti nell'arte della fotografia. Era chiamato "l'occhio della nazione" per il suo status di cronista visivo della società sovietica.

Possiamo dividere la carriera di Dmitri in due ambiti precisi: la guerra e il periodo post bellico. Il conflitto contro la Germania nazista ha consacrato definitivamente Dmitry Baltermants come un grande reporter. Lavorando su diversi fronti, è riuscito a costruire una vera e propria storia visiva della resistenza del popolo sovietico contro l’invasore. Le sue immagini sono diventate un simbolo della tragedia, grazie soprattutto alle sue capacità artistiche.

Dopo la guerra, il lavoro di Baltermants ha documentato tutti gli aspetti della vita politica, culturale, economica e sociale dell'URSS. Ha avuto l'opportunità di viaggiare in tutta l'URSS, ma anche di documentare alcune visite di leader sovietici all'estero, come il famoso viaggio di Krusciov in Cina o il suo viaggio in India. Nella sua carriera professionale ha fotografato tutti i leader sovietici, da Stalin a Gorbaciov, ma anche le visite di leader stranieri in Urss, come quella di Fidel Castro.

Del lavoro postbellico di Baltermants sono apprezzabili le sue fotografie della vita quotidiana, di persone sconosciute e persino quelle del paesaggio urbano. L'estetica di Baltermants manifesta un profondo senso umanistico, con un forte accento sociale, senza smettere di mostrare la volontà di sperimentare ed esplorare come artista.

Continua a leggere