L’INVENTORE DEI BLUE JEANS
Levi Strauss, assieme a Jacob Davis, ha brevettato i famosi blue jeans con i rivetti in rame. I pantaloni, nati come indumento da lavoro, si trasformano, dagli anni ’30, nell’abbigliamento casual per eccellenza, amatissimo dai giovani, inossidabile al cambio delle mode.
I blue jeans, simbolo delle contestazioni anni ’60, in realtà hanno aperto una moda, un modo di essere; elementi che si sono rinnovati nel tempo, e in vari ambiti. Alcuni indossatori “illustri” ne hanno rafforzato il mito. Bruce Springsteen, col suo “Lato B da copertina” – quello di Born in the U.S.A. –, ha portato il jeans alla mercé della musica. Lo scatto è di Annie Leibovitz. Catherine Bach, la Daisy Duke di “Hazzard”, indossò un hot-pant: molto hot e poco pant, a dire il vero; e divenne l’icona della serie televisiva. Marilyn Monroe indossò i jeans nel film “Gli Spostati”. Erano a vita alta e col risvolto.
Molti altri miti dello spettacolo hanno vestito i famosi pantaloni a cinque tasche, portandoli sempre in auge: John Wayne, Susan Sarandon e Geena Davis (nel film Thelma & Louise), James Dean (nel film Gioventù Bruciata) e molti altri. La moda futura ci riserverà altre sorprese, ne siamo certi.
Anche la musica si è impossessata dei jeans. Ne portiamo un esempio solo.
Lampi di luce, al collo una croce
La dea dell'amore si muove nei jeans
Mi fido di te - Jovanotti (2005).
Chi scrive, da ragazzo, riceveva in dono un 501 all’anno; e li ha conservati quasi tutti. Ai tempi rappresentavano un simbolo di appartenenza. C’era poco di più, comunque, almeno nella moda. Altri tempi.