MICHELLE, LA SIMPATIA DELLA BELLEZZA
Michelle Hunziker deve la sua fama anche al gossip. E’ vero: lei è bella, scanzonata, vivace, sorridente, ma molto si è parlato del suo matrimonio con Eros Ramazzotti, celebrato il 24 aprile 1998 nella chiesa del Castello Odescalchi, a Bracciano. La coppia ha vissuto nell’immaginario dell’Italia dei rotocalchi, seguita anche dopo la separazione: considerata impossibile, come quella tra la Blasi e Totti. Del resto, il cantante, durante una trasmissione televisiva, avrebbe detto: «Michelle Hunziker è stata il mio grande amore».
Forse è la logica dello spettacolo, o anche della fama: lì l’amore non può reggere, perché si fatica a comprenderne l’aspetto conflittuale, la logica della battaglia quotidiana. Così si vaga altrove, dove talento e bellezza diventano contagiosi e disponibili, fino al sorgere delle prime contrarietà. Non c’è un finale da fiaba, nello spettacolo, e nemmeno il rimpianto per la sua mancanza. Rimane l’astrattezza, forse la finzione, di un mondo che parrebbe rinnovarsi, e che invece rimane omologato a dei dettami già visti. Del resto, il successo finisce per ubriacare, alterando valori e comportamenti. Però, forse è giusto così, e così deve essere: per loro, per noi, per i tanti che nei rotocalchi intravedono un sogno impossibile.
C’è poi la questione del torto o della ragione: di chi è la colpa della separazione? Quale ne è stata la ragione? Il popolo del gossip vive anche di questo, assimilando e costruendo paragoni; ma la vita continua, anche quella dello spettacolo; con un’eco che va oltre il sipario, che pure dovrà scendere. L’amore? Cosa per pochi umili e senza fiaba. Meglio così, giusto così.