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RUSSELL LEE, FOTOGRAFIA E DOCUMENTAZIONE

Il fotografo Russell Lee (1903–86) è noto soprattutto per il suo lavoro con la Farm Security Administration (FSA). La sua carriera fotografica si estende dal 1935 fino al 1973. Ha lavorato per il più grande progetto di documentazione federale nella storia degli Stati Uniti, ed è stato durante questo periodo che ha fotografato diverse centinaia d’immagini circa il confinamento dei giapponesi americani tra la primavera e l'estate del 1942.

Non è molto conosciuto, ma il suo lavoro è stato imponente. Diciamo che forse gli sono mancati gli scatti iconici, al contrario di tanti suoi colleghi della FSA. Ha garantito continuità alla sua fotografia, e consistenza. Per questo deve essere ricordato e stimato, rileggendo a fondo il senso delle sue immagini.

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LA BELLA BRASILIANA

Parlare di una top model è sempre difficile, anche perché si cade nella fiaba, dove i meriti professionali si confondono con le opportunità improvvise, quasi piovute dal cielo. E’ ovvio, stiamo esagerando: la passerella vuole il suo impegno; certo è che anche l’estetica ne esce omologata, seppure con connotati variabili a seconda delle tendenze del tempo. Insomma, il fashion è lassù, distante dal click nostrano; ma, nella moda, fotografia e creatività vanno di pari passo, in un contributo vicendevole. Non a caso, sono i grandi fotografi a occuparsi di moda; e oggi ne conosceremo uno del quale non abbiamo mai parlato. Il merito è di Gisele, bella più che mai: una top. Bene così.

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ACCADDE IERI …

Non potevamo dimenticarci di lei: Fernanda Pivano, nata ieri, nel 1917. Il lunedì della “Fotografia da leggere” ci ha rubato lo spazio, ma poco importa; c’è tempo per sfogliare un libro, con le pagine ingiallite, sempre in attesa in libreria. Si tratta dell’Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters, in un’edizione Einaudi del 1963, tradotta e curata, ovviamente, da Fernanda, vent’anni dopo la prima pubblicazione.

Ecco le sue parole nella prefazione: «Edgar fissò con occhi chiari e spietati l’uomo americano, localizzandolo in provincia, con intento simbolico e non descrittivo». Altri seguirono le medesime impronte, tutti tradotti dalla letterata genovese.

Per noi, lettori d’oltreoceano, inizia un viaggio nell’America dei battuti, della controcultura, dell’avanguardia culturale. Lei, Fernanda, non ha mai lesinato il suo aiuto, con la testimonianza diretta, andando a conoscere di persona quanti avrebbe descritto nei suoi saggi. Ha poi costruito un ponte ideologico tra diverse generazioni, anche in ambito musicale; avvicinando Dylan a Vasco Rossi e De André (suo grande amore). Ma lei e il cantautore genovese parlavano la stessa lingua, unita simbolicamente (e non solo) nel disco “Non al denaro, né all’amore, né al cielo”. Anche lì c’è una collina con delle croci e degli epitaffi, e pure quella nella provincia delle persone comuni: «Perché solo le anime semplici riescono a trionfare della vita», come dice Fernanda.

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FOTOGRAFIA DA LEGGERE …

Consueto appuntamento del lunedì con la fotografia da leggere. Oggi incontriamo “Non ci resta che l’amore”, il romanzo di Mario Dondero; di Angelo Ferracuti (Il Saggiatore). Si tratta del racconto di una grande amicizia e della vita eccezionale di un uomo che, con una macchina fotografica a tracolla, ha inseguito insaziabilmente la Storia, il fotografo Dondero appunto.

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