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CLAUDE EATHERLY, IL PILOTA DELLA BOMBA

Ne parliamo il giorno prima, perché crediamo sia giusto così. Claude Eatherly era un ragazzo texano, nato nel 1918, figlio di agricoltori. Forse si trattava di una persona semplice. Al college non si distingue e abbandona gli studi prima del tempo. Si arruola nell’aviazione statunitense nel 1940. Come pilota è bravo, molto; e la carriera lo premia: nel 1941 era già ufficiale, anche se di primo grado. La sera del 5 agosto 1945 andò a dormire sapendo di dover compiere una missione importante, ma forse la sua coscienza era tranquilla, anche se il giorno dopo avrebbe fatto sganciare l’ordigno più potente che sia mai stato utilizzato in guerra. Del resto era un eroe del volo “bellico” ed è probabile che un briciolo di orgoglio personale gli abbia fatto intraprendere l’incarico con la dovuta lucidità. Non lo sappiamo, anche perché poco si conosce di quell’ultima notte. La bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945, però, gli avrebbe cambiato la vita. Conosceremo il suo volto in un ritratto di Richard Avedon.

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L’ALBA DELL’OLIVETTI

4 agosto 1932. Adriano Olivetti trasforma la "Ing. C. Olivetti & C." di Ivrea, nella società Olivetti, ma soprattutto promuove una nuova visione d’impresa, dove profitto, democrazia e giustizia sociale convivono in equilibrio. I suoi operai percepivano salari superiori alla media, beneficiavano di convenzioni per case e asili accanto alla fabbrica, avevano una biblioteca in azienda per poter leggere durante le pause. In fabbrica si tenevano continuamente concerti, mostre, dibattiti. Presso l’Olivetti lavoravano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice. La cultura in quell’azienda aveva un valore.

Tra il 1930 e il 1960 anche Ivrea cambia aspetto. Si sviluppa un modello moderno di città industriale, con uffici, abitazioni, mense e asili progettati da grandi architetti. Un complesso urbano che nel 2018 è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco: «Per la moderna visione della relazione tra industria e architettura».

Dell’Olivetti vanno anche ricordati anche i prodotti. Noi ne segnaliamo uno: la lettera 22, un’eccellenza. Quella macchina per scrivere è entrata nelle collezioni permanenti del MoMA - Museum of Modern Art di New York e premiata con il Compasso d'Oro nel 1954. E’ stata inoltre scelta (1959) dall'Illinois Technology Institute come il miglior prodotto in termini di design degli ultimi 100 anni.

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NASCE IL TEATRO ALLA SCALA

Nasce il Teatro alla Scala, l’epicentro mondiale della lirica e del bel canto. Un tempo il melodramma aveva un carattere popolare e chi ha avuto la fortuna di conoscere le generazioni precedenti la nostra ricorderà come le romanze di Verdi e Puccini si cantavano in casa. Con i nonni, spesso la serata veniva trascorsa ascoltando le opere liriche per radio. Per tutti, il Teatro alla Scala rappresentava il luogo di culto, dove nascevano e si tramandavano le leggende di soprani e tenori, di un loggione severissimo. Forse oggi è giusto ricordare un’altra data importante, l’11 maggio 1946. Quel giorno la Scala riapriva dopo essere stata ricostruita (a tempo di record) sulle macerie dei bombardamenti. Milano dimostrò il suo orgoglio, la tenacia della volontà di reagire. E molti cittadini erano lì, ad ascoltare l’orchestra diretta da Arturo Toscanini, rientrato in Italia dopo un esilio iniziato nel 1931, causato dallo schiaffo di Bologna. Il Direttore d’Orchestra parmense aveva settantanove anni e in molti, a fine concerto, scorsero sul suo viso un piccolo sorriso (merce rara per lui, severo com’era). Rinasceva la Scala, la musica continuava a vivere.

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PAUL FUSCO, LA RICERCA DELLA VITA

Abbiamo già incontrato Paul Fusco nel novembre 2021, parlando di Bob Kennedy. Del fotografo americano sorprende la profondità del lavoro, la ricerca assidua, i temi affrontati, l’attenzione e il rispetto. E’ bello incontrarlo ancora.

Oggi qui da noi ricorre una data drammatica, perché ventidue anni addietro lo scoppio di una bomba alla stazione di Bologna uccideva 85 persone. Un orologio sulla parete del fabbricato ferroviario indica ancora l’ora dell’accaduto, per non dimenticare. Quel tempo dovrà indicare la direzione dei nostri pensieri verso la preghiera o il ricordo, perché tante vite spese possano incamminarci verso un sogno di verità.

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