MICK JAGGER, “L’EVERGREEN”.
Il 26 luglio è un giorno di grandi compleanni, almeno per noi. Nascono: Elliott Erwitt (1928) e Stanley Kubrick (stesso anno). Di loro ci siamo già occupati, ma oggi è giusto ricordare anche Francesco Cossiga (sempre 1928), George Bernard Shaw (1856) e Sandra Bullock, l’attrice (1964). In un panorama già vasto, esce anche il nome di Mick Jagger, l’evergreen della musica e non solo.
«C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones», così cantava Gianni Morandi negli anni ’60; e non c’è dubbio che entrambi i gruppi abbiano occupato il loro tempo apponendovi la firma del cambiamento epocale. Resta il fatto di come gli Stones siano stati maggiormente musicisti, sempre in tour, legati dal pentagramma e dalle contaminazioni musicali. Sono poi entrati nel terzo millennio autorevolmente, con un album, “A Bigger Bang”, riconoscibile per stile e sonorità.
Mick Jegger, con Keith Richard, è il padre dei Rolling Stones, riuscendo a diventarne l’icona. Magrissimo, sempre uguale (beato lui), si esalta sul palco: oggi come allora. Anche questo è un merito.