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[STREGATA DALLA LUNA]

Per ricordare il compleanno di Cher usiamo il titolo di un film che ne ha alimentato la fama: “Stregata dalla luna”, del 1987. Lì l’attrice mette in mostra tutte le sue capacità nell’interpretare una figlia, adulta e vedova, appartenente a una famiglia italo americana. Al suo fianco, nella pellicola, recita Nicolas Cage. Una colonna sonora variegata contribuisce a tenere insieme la trama. Si passa da “La bohème” di Giacomo Puccini a “That's Amore”, il celebre brano cantato anche da Dean Martin. Alla fine vince la famiglia, con un piano sequenza che si chiude su una fotografia di antenati. C’è tanta Italia, in quel film, quella di Little Italy, forse a volte idealizzata. Cher al suo interno si muove con disinvoltura. E’ un merito, grande.

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[IL LEADER DEGLI WHO]

Correva l’anno 1975. In un cinema di provincia stretto e allungato, eravamo in tanti a vedere il film “Tommy”, diretto da Ken Russell, tratto dall'album Tommy degli Who, una delle prime opere rock tradotte in pellicola. Il cast era straordinario: Oliver Reed, Ann-Margret, Roger Daltrey, Elton John, Eric Clapton, John Entwistle, Keith Moon, Paul Nicholas, Jack Nicholson, Robert Powell, Tina Turner. Il protagonista, Tommy, assiste, da bambino, all'uccisione del padre, (aviatore della RAF dato per disperso e ricomparso) per mano del patrigno. L'evento lo rende cieco, muto e sordo, distaccato dalla vita.

Tommy, alla fine della trama, scalerà una montagna, cantando il leitmotiv di tutto il film: See Me, Feel Me, Touch Me, Heal Me ("Guardami, percepiscimi, toccami, guariscimi"). Sottovoce, l’abbiamo cantata tutti, al buio, col solo raggio fumoso a illuminare lo schermo. Il ricordo dell’emozione è palpabile ancora oggi.

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[FRANK CAPRA, L’OTTIMISMO AL CINEMA]

Frank Capra è stato definito spesso un regista ottimista, a volte in una visione negativa. Le sue storie vivono per un buon tre quarti tra disavventure, disagi e drammi personali, per poi cambiare repentinamente rotta. Ne esce una retorica della vita, spesso condannata dalla critica, che però è messa in scena con perizia e mestiere. La sterzata verso il “lieto fine” avviene con piani sequenza prima accennati, poi travolgenti. Sono nate così inquadrature indimenticabili, che però vanno inserite nel contesto storico: la grave crisi economica e le tensioni pre-belliche. Il sogno americano non fa parte del menù: quello Frank l’ha vissuto di persona, partendo giovanissimo dalla sua Sicilia (la vi è tornato in visita nel 1977), e rendendosene conto ormai in tarda età.

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[LA BELLA DELL’UFFICIALE GENTILUOMO]

Debra Winger ha ricevuto tre nomination all’Oscar, ma il film che l’ha lanciata rimane “Ufficiale gentiluomo”, al fianco di Richard Gere. Lui è bellissimo (veniva da American gigolò) e lei gli tiene testa, anche esteticamente. Pronta alla lacrima, imbastisce una storia d’amore plausibile per coloro (molte donne) capaci di sognare. Tutto si svolge nei pressi di una caserma militare, dove Richard, con un passato da balordo, tenta di redimersi. La pellicola termina con un lieto fine, nonostante muoia un compagno molto vicino al protagonista. Bella è la motocicletta cavalcata da Richard Gere (una Triumph Bonneville 750 T140E) e suggestiva la colonna sonora, con “Up where we belong”, cantata da Joe Cocker & Jennifer Warnes. Abbiamo visto (e sentito) di meglio.

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