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[ENRICO RUGGERI, LE PAROLE CHE VORREMMO AVER DETTO]

Enrico Ruggeri è un cantautore conosciuto sul palco, nei dischi, ma anche come autore. Ha scritto per molti, tra questi: Anna Oxa, Riccardo Cocciante, i Pooh, Mia Martini e Mina (l'emozionante "Il portiere di notte") e numerosi brani per Fiorella Mannoia. Le sue parole (sì, quelle che vorremmo aver detto) sono semplici, per nulla ermetiche, ma lasciano trasparire una sensibilità unica, classica potremmo dire; questo anche in considerazione degli studi che ha affrontato in gioventù.

“Il mare d’inverno è un film in bianco e nero visto alla TV”, oppure “Punti invisibili, rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani e io che rimango qui sola a cercare un caffè” (da Il mare d’inverno, 1983). Ancora: “Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia è una mancata verità, che prima o poi succederà; cambia il vento ma noi no e se ci trasformiamo un po'è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi” (Da Quello che le donne non dicono, di Ruggeri-Schiavone 1987).

Ci ripetiamo spesso queste frasi, va bene così.

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[BORN IN THE U.S.A.]

Un uomo in jeans e con un berretto rosso in tasca, voltato di spalle, sullo sfondo della bandiera degli USA: con questa storica copertina debuttò nei negozi Born in the U.S.A., il 4 giugno 1984.

Bruce Springsteen era già una superstar, ma quest’album l’ha portato a un livello superiore di celebrità. All’improvviso, il rocker 34enne aveva singoli che giravano nelle radio più importanti e riempiva ovunque gli stadi. Solo Michael Jackson e pochi altri potevano competere con lui.

La canzone che apre l’album parla di persone di umili origini, quelle mandata in guerra e lasciate sole una volta ritornate in patria; persone che avevano imparato la morte e l’amore, la sconfitta e l’inutilità della guerra. I sopravvissuti, a casa, trovavano solo la disoccupazione e le promesse mancate: una sconfitta.

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[IL POETA E FOTOGRAFO BEAT]

Si pensa spesso alla Beat Generation come a un fenomeno targato anni cinquanta, ma il termine venne coniato da Jack Kerouac, nel 1948; poi divenuto di dominio pubblico nel 1952 in un articolo scritto da un suo amico.

La Beat Generation letteraria comprendeva un numero relativamente ristretto di scrittori, orbitanti intorno alla Columbia University di New York o nella baia di San Francisco durante la metà degli anni quaranta, poi rimasti grandi amici, che si incoraggiavano vicendevolmente circa le proprie capacità. Allen Ginsberg era molto conosciuto da tutti, e in due fasi della sua vita ha fotografato, raccontando la propria prossimità. Ci sono piaciute le didascalie che accompagnano le immagini stampate: scritte non per spiegare, ma con l’intento di aggiungere intensità al momento, ben oltre lo scatto.

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[TUTTO IL 2 GIUGNO]

Il 2 giugno del 1946, con un referendum istituzionale, gli italiani decidono di trasformare l’Italia da monarchia a repubblica (12.717.923 voti contro 10.719.284). Dopo questo referendum il Re d’Italia Umberto II di Savoia lascia il Paese. Contemporaneamente al referendum si svolgono le elezioni per l’assemblea costituente. Ne abbiamo parlato lo scorso anno, e anche il precedente, pubblicando la fotografia simbolo, quella che ritrae una giovane donna sorridente, che sbuca fuori da una pagina del Corriere della Sera. L’immagine fu pubblicata per la prima volta il 15 giugno del 1946 sulla copertina del settimanale Tempo, il periodico fondato nel 1939 da Alberto Mondadori sull'esempio di Life. Ne era l’autore Federico Patellani e la riproponiamo anche oggi. Cara Repubblica Italiana, auguri.

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